Movimento Operaio

La pagina di Antonio Moscato

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Newsletter Luglio 2012

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 Newsletter luglio 2012

Riflessioni sulle visite al sito in estate

Una prima constatazione: da qualche mese le visite al sito si sono stabilizzate sopra le 5.000 al mese, nonostante le flessioni puntualmente registrate nei fine settimana, dovute presumibilmente a una notevole percentuale di visitatori che consultano il sito dall’ufficio. Ci sono poi delle impennate delle visite non legate a un particolare giorno della settimana, ma a eventi importanti su cui sono intervenuto più tempestivamente di altri, ottenendo subito segnalazioni e condivisioni. Ad esempio lunedì 18 giugno le visite registrate arrivano a 326, rispetto a una media di 200, grazie alla tempestività nel commentare il successo (e nonsconfitta”) di Syriza, su cui avevo fornito da tempo molti materiali, anche a urne aperte. Parlo divisite registrate, perché molti articoli che vengono ripresi da altri siti, vengono letti direttamente su di essi senza che risulti l’apertura della mia pagina. 

In ogni caso è accaduto spesso che per tener conto delle presumibili attese di informazioni e commenti, ho finito per privilegiare gli articoli per il sito, rispetto a lavori più impegnativi che pure erano nei miei programmi. Questo è il senso di questo relativamente lungo preambolo: nei prossimi mesi cercherò di inseguire meno l’attualità (pur senza andar maiin vacanza, dati i tempi che corrono), per lavorare a progetti più impegnativi, tra cui un libro sul rapporto Guevara-Castro, iniziato e fatto slittare nei tempi di consegna, e a un tentativo di avviare un bilancio delle molte eredità dello stalinismo (spesso inconsapevoli) che riaffiorano nella sinistra. In pochi casi, al limite della patologia, come nostalgia o giustificazione del terrore, ma spesso sotto forma dicampismoche porta a ignorare le colpe reali dei Gheddafi o degli Assad, solo perché l’imperialismo si inserisce nei conflitti approfittando delle contraddizioni altrui (come ha fatto sempre, anche nei conflitti interimperialisti); per non parlare di quei compagni che sentono il dovere dischierarsicon ilsocialismo del XXI secolorinunciando a combinare il sostegno pieno al progetto di fondo con le critiche necessarie, e accettando invece ogni versione ufficiale che trasforma intentativo di golpeogni tipo di protesta, o giustifica con laragion di statoatti senza principio come la consegna di oppositori a un regime come quello colombiano. O, più frequentemente, che nella crisi di esperienze riformiste rimaste a mezza strada, dal Cile all’Honduras al Paraguay, vede solo la mano dell’imperialismo (che c’è, ovviamente), ma non gli errori di moderazione e di rinvio alle calende greche delle riforme attese dalla stessa base popolare. Ho nominato queste esperienze più recenti, ma vale la pena di ripensare in chiave non mitica o retorica alla stessa sconfitta della repubblica spagnola

Su queste cose ho scritto spesso, a volte recentemente anche in lunghe lettere private a compagni che stimo al di là delle divergenze, ma vorrei riprendere e sistematizzare la questione. Ci proverò quest’estate, anche a costo di rallentare gli inserimenti di articoli più contingenti nel sito

 

Articoli inseriti in giugno

  • Paraguay, destituito Lugo Il primo commento di Gennaro Carotenuto alla destituzione del presidente Fernando Lugo, con un richiamo mio agli allarmi già riportati sul sito negli anni scorsi sulla debolezza politica di questo presidente. 
  • Boron: golpe en Paraguay Successivamente sono usciti molti altri commenti alla crisi paraguayana, tra i quali questo di Boron, interessante perché sottolinea gli errori di Lugo. In lingua originale, per l’urgenza di portare un parere autorevole a favore della tesi della corresponsabilità oggettiva di Lugo, mentre comincia a delinearsi un’interpretazione allarmista che attribuisce tutto a una svolta negli Stati Uniti.
  • Boron: Colpo di Stato in Paraguay (it) Il testo precedente tradotto a tambur battente in italiano (in originale era stato scarsamente visitato).
  • Padura Fuentes: reformas a Cuba Un articolo di Padura Fuentes che valuta le riforme in corso criticamente, ma condividendone la logica ed anzi auspicando maggiori investimenti stranieri. Ma un po’meno ottimista di certe esaltazioni acritiche della politica cubana. Ed è scritta a Cuba
  • Cuba, allacciarsi le cinture (it) Versione italiana del precedente per le stesse ragioni indicate per il testo di Boron.
  • Bolivia: viver bene? alla presentazione sostanzialmente apologetica fatta sulManifestominimizzando gli attacchi di Morales all’intransigenza degli ambientalistiche si oppongono ad alcuni progetti governativi, ho pensato di affiancare questo articolo di Pablo Stefanoni, che cerca di distinguere la pratica politica del governo dalle formulazioni retoriche e propagandistiche.
  • Evo Morales a Roma Sullo stesso tema un intervento di Aldo Zanchetta che si riallaccia esplicitamente a Stefanoni.
  • Perù: addio Humala? Ancora Aldo Zanchetta riprende un intervento polemico di un ex sostenitore di Ollanta Humala, sia pur con un punto interrogativo che lascia aperta qualche speranza.
  • Ancora una lezione dalla Grecia Mentre erano in corso le elezioni in Grecia sono intervenuto riprendendo una bella intervista a Alexis Tsipras, apparsa sul Manifesto, e due pezzi usciti su  Il megafonoquotidiano. Due di essi hanno in comune il titolose Syriza vincerà, ma io ripeto: Syriza può non vincere tutto subito, ma intanto ha già vinto imponendo ai potenti dell’Europa di aspettare con ansia il risultato delle elezioni in un piccolo paese finora ignorato.
  • Cento di queste sconfitte! Il mio commento dopo i risultati di Syriza, per contrastare la tendenza a considerare una sconfitta la crescita spettacolare dal 4% al 17% e al 27% in pochi mesi, con due testi che articolano il giudizio e si domandano cosa ha fatto la sinistra italiana ed europea per sostenere Syriza.
  • Mitralias: la peste nera Un articolo di Yorgos Mitralias, per richiamare l’attenzione sulla pericolosità del consolidarsi di Alba Dorata, e per chiarire che non bastaisolare i fascisti, ci sono compiti concreti di autodifesa e di protezione degli immigrati
  • L’euro o il cancro Un articolo di testimonianza diretta sullo sfacelo imposto alla Grecia. È interessante per la descrizione degli effetti terribili delle misure imposte dalla Trojka sul sistema sanitario, e anche perché conferma la diffusione di un’interpretazione nazionalista in chiave antitedesca ormai prevalente in Grecia (ea quanto parenella vicina Bulgaria).
  • Europa: un programma d'urgenza Éric Toussaint e Daniel Millet propongono un piano organico per bloccare l'austerità, più necessario che mai dopo l’ultimo round delle elezioni in Grecia. Una piattaforma che muove dall'annullamento del debito, punto centrale, per arrivare alla nazionalizzazione delle banche e ad una effettiva riforma fiscale
  • Una Syriza anche per l'Italia? Tra gli effetti indiretti delle elezioni greche, ci sono anche numerose conversioni come quella di Marco Revelli, passato dalla convinzione di dover appoggiare Monti all’ammirazione per Syriza. Ma si discute finalmente di qualcosa di più concreto: oltre a quello di Revelli, gli articoli di Giorgio Cremaschi, Paolo Ferrero, e un documento di Sinistra critica.
  • Vendola-Fregoli. Vendola è stato presentato dalla stampa più provinciale come l’interprete italiano di Syriza. Grottesco: non solo continua a ingozzare rospi dal PD (convinto com’è di poterne sbaragliare i dirigenti alle primarie) ma è disposto per questo ad accettare l’apertura all’UDC. Un giorno nega, il giorno dopo trova un modo per rilanciare la proposta. Impossibile seguirne le svolte (l’ultima, è il tentativo di coinvolgere Di Pietro per non subirne la concorrenza…).
  • I problemi di Grillo Ho rinviato per parecchio tempo un commento alla crescita del Movimento 5 Stelle, limitandomi a rifiutare la campagna di demonizzazione di questo fenomeno che lo definisce unamanifestazione di antipolitica. Non solo perché per me è ovvio che non si tratta diantipolitica, ma di una proposta diversa, anche se non convincente, ma perché sono convinto che la sua ascesa è comunque una giusta punizione per un ceto politico incapace di rinnovamento, e che non sa ascoltare che i suoi simili, da molto tempo. Ma ora vale la pena di parlarne con attenzione: molte delle sue contraddizioni stanno emergendo, e Grillo ne parla francamente.
  • L’infame Fornero (e la CGIL?) Subito dopo la prima approvazione del suo sciagurato decreto sul lavoro, la Fornero ha improvvisato una specie di danza di gioia gettandosi su Monti per baciarlo, poi si è alzata per abbracciare un altro ministro, senza un ombra di ritegno. Era spudoratamente feliceE pensare che inizialmente i pennivendoli avevano celebrato il suo sobrio stile piemonteseIl suo conterraneo onorario Edmondo De Amicis aveva bollato Franti, la pecora nera di “Cuore, con la frase lapidaria:E quell’infame sorrise. La Fornero, altro che sorriso: ha fatto una risata sguaiata!
  • Profumo di ipocrisia La scandalosa proposta del ministro Profumo, che riprende uno spunto già avanzato da Brunetta, sulla selezione di qualche studente da premiare per un ipotetico merito, lasciando abbandonata la scuola.
  • L’ipocrita Susanna Già nel precedente articolo mi chiedevo: e la CGIL che fa? Peggio che niente, passeggiate romane per funzionari intermedi, invece della lotta.
  • Alle calende greche Il titolo si riferisca a quando si farà il famoso sciopero generale tante volte promesso dalla Camusso: mai, soprattutto se si deve aspettare il consenso di CISL e UIL
  • Infami Una panoramica dei precedenti scissionisti e filo padronali di CISL e UIL, per giustificare l’articolo precedente, e introdurre la loro ultima prodezza: hanno preceduto Marchionne nel ricorrere in tribunale contro la sentenza che obbliga a un parziale reintegro degli iscritti alla FIOM rimasti fuori a Pomigliano. In ogni caso gli forniscono le pezze d’appoggio per il suo ricorso. 
  • Assediare i palazzi, non entrarci! Una polemica diretta di Sergio Bellavita con la maggioranza FIOM sull’iniziativa di invitare a un’iniziativa del sindacato i principali esponenti della sinistra moderata. “Non entrare nei palazzi allude a una possibile entrata in politica come candidati di alcuni esponenti FIOM.
  • Bellavita: niente pace col PD Sempre sullo stesso tema, e non tranquillizzato dalle smentite a unascesa in campodella FIOM in quanto tale, il membro della segreteria nazionale per la componente di sinistra polemizza con il dialogo col PD mentre questo partito vota la cancellazione dello Statuto.
  • Cremaschi: Addio Statuto Un commento amaro di Cremaschi al voto che ha seppellito una parte delle garanzie assicurate dallo Statuto dei lavoratori. Con una lunga appendice di Salvatore Cannavò sulle tensioni che stanno lacerando la stessa area della sinistra FIOM.
  • Suicidi a catena Difficile commentare - senza ripetersi - l’incredibile serie di scelte suicide del PD: se ne è accorto perfino Romano Prodi. Di fronte a un governo Monti sempre più arrogante mentre si conferma incapace di affrontare l’aggravarsi della crisi economica politica e sociale, e che cede sempre più spesso alle pressioni di quanto resta del PDL, il PD non riesce a concepire una tattica diversa dal mettere la testa sotto la sabbia. Un suicidio, appunto. D’altra parte perfino il fedelissimo Sergio Staino, sull’Unità, ha fatto morire il suo Bobo impiccato a una trave.
  • La pace di Obama Un articolo di Marco D’Eramo sul Manifesto, documenta l’orrore della rivendicazione aperta del diritto di Obama a ordinare esecuzioni extragiudiziali di presunti nemici.
  • Mazzeo: Invasione di droni Ma non solo a casa loro: la Sicilia ad esempio è invasa da droni che intralciano il traffico aereo, come documenta scrupolosamente Antonio Mazzeo.
  • Mazzeo: fermare la guerra è possibile Ma lo stesso compagno ci ricorda che in alcuni momento la lotta dei lavoratori ha saputo fermare la corsa agli armamenti. Un ricordo delle lotte contro la base di Comiso, sempre in Sicilia.
  • La crisi del pacifismo Una riflessione di Piero Maestri sulle ragioni politiche che hanno gravemente indebolito il movimento pacifista. 
  • L'illusione degli eurobond Henri Wilno spiega che coloro che decantano gli eurobond sono venditori di illusioni: gli eurobond possono esistere solo se le politiche di bilancio sono unificate a livello europeo. In più, gli eurobond, anche se un giorno esisteranno, non elimineranno la tutela dei mercati finanziari. Di fatto, mettendoli al primo posto, Hollande mostra chiaramente che non ha affatto intenzione di contestare i vincoli del trattato di Maastricht che impediscono alla Banca Centrale Europea di dare anticipi o prestare direttamente agli Stati.
  • Siria, Libia e l'imperialismo Un ampio articolo di bilancio di Gilbert Achcar, tradotto da Cinzia Nachira. È del novembre 2011 ma non lo avevo pubblicato a suo tempo sul sito, perché era uscito in versione a stampa. Ma è importante per le polemiche attuali su queste ed altre rivoluzioni del mondo arabo
  • Elezioni in Egitto Un bilancio del primo turno di Hingant Romain, tratto da Hebdo Tout est à nous!, n. 151 (31 maggio 2012) e da Europe Solidaire Sans FrontièresESSF, Europe solidaire). Pessimista ma non troppo: in termini di voti le sinistre, pur divise, pesano molto.
  • Egitto: un risultato contraddittorio In polemica con diversi commentatori, tra cui Samir Amin in un’intervista al Manifesto, che danno per scontato che la vittoria di Morsi sarebbe stata preparata da un accordo tra il Consiglio Superiore delle Forze Armate e la Fratellanza Musulmana, ricordo che l’ipotesi è semplicistica: non c’è dubbio che il candidato ideale dei militari era il generale Shafik. Le possibili trattative nell’ombra possono al massimo aver preparato una soluzione di compromesso, per guadagnare tempo, e disinnescare la potenziale ripresa di tendenze laiche e di sinistra

TESTI E VIDEO INSERITI precedentemente

  •  “Las crisis del capitalismo: Claudio Katz Una efficacissima conferenza di Claudio Katz, già ben conosciuto come economista dai frequentatori del sito. In lingua spagnola, ma già ben visitato. Siamo in molti ad ammirare la chiarezza di Katz, evidentemente...
  • Bensaid - Intervista a Herramienta (valore, lavoro, classi) Una lucida intervista di Daniel Bensaid alla rivista marxista argentina Herramienta su valore, lavoro, classi sociali, ma anche su Toni Negri ed altri teorici. Tradotta in italiano. Come la precedente, ha avuto parecchie visite, ma vale la pena di rilanciarle

 

 

 

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