Poletti: una visita contestata

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Lunedì prossimo il ministro del lavoro Giuliano Poletti è atteso a Recanati per varie iniziative, tra cui una visita al grande Istituto Tecnico Industriale Enrico Mattei , già noto per alcune recenti discutibili “iniziative culturali rosso-brune” come l’invito a Magdi Cristiano Allam per parlare dello “scontro di civiltà” o Giulietto Chiesa per spiegare “cosa succede davvero in Siria”.

Questa volta la risposta di molti studenti è stata netta, e una serie di riunioni di studenti dell’Industriale insieme alle associazioni studentesche dei licei cittadini hanno portato alla stesura di una bozza di volantino che è stato poi anche condiviso e riprodotto dal comitato cittadino per i referendum sociali, e che riproduco in appendice, perché mi pare un’ottima iniziativa. Tanto più che Poletti dovrebbe rendere ipocritamente omaggio alla memoria del recanatese Giacomo Brodolini, ricordato con affetto da molti per la sua battaglia per varare lo Statuto dei diritti dei lavoratori quando già le sue forze erano state incrinate da un male incurabile.

Colgo l’occasione per ricordare Brodolini da un altro punto di vista: militante socialista proveniente dal Partito d’azione di Emilio Lussu, era stato tra i primi a spingere la CGIL a prendere posizione sulla repressione antioperaia di Poznan (ne avevo accennato nell’articolo Sessanta anni fa in Polonia si manifesta la crisi del sistema sovietico ), trovando l’appoggio immediato di Giuseppe Di Vittorio ma l’ostilità sia del grosso della corrente comunista, che allora era legata al 100% alla difesa incondizionata dell’URSS e dei suoi satelliti, sia di molti socialisti che erano fortemente influenzati dallo stalinismo e che avevano molti legami anche materiali con le cosiddette “democrazie popolari”. Ma c’è anche una testimonianza indiretta della sincerità della riflessione di Brodolini sui primi sintomi della crisi dello stalinismo: era amico di lunga data della famiglia della mia compagna, Titti, e quando la incontrò nel novembre di quello stesso 1956, ovviamente molto turbata dalla tragedia ungherese (era appena sedicenne), le regalò la prima edizione italiana de La Rivoluzione tradita di Lev Trotskij, e le consigliò di leggerla se voleva capire le cause profonde di quel che stava accadendo. Una conferma che la scelta di condannare il regime polacco non era in lui (e in Di Vittorio) legata a calcoli tattici di politica italiana, ma a una convinzione profonda e all’inizio di una riflessione sui primi sintomi di crisi di quel sistema sovietico che sembrava trionfante. Era anche un proficuo passaggio di testimone a una giovanissima compagna.

Ed ecco il volantino recanatese:

GIULIANO POLETTI: SE LO CONOSCI, LO EVITI!

Il 13 giugno 2016 il Giuliano Poletti sarà in visita a Recanati in occasione del 50° anniversario dell’autonomia didattica amministrativa dell’ITIS E. Mattei.

Ma chi è Poletti? Già presidente di Legacoop, è l’attuale ministro del lavoro nel governo Renzi. Ricordiamo le principali gesta sue e del governo Renzi, in cui siede.

1. Il decreto legge 34/2014 (Jobs Act/1) Poletti dà alle imprese il diritto di assumere con contratti a termine privi di causali, prorogabili fino a 8 volte, toglie alle imprese l’obbligo di assumere almeno una parte degli apprendisti, la cui formazione può essere svolta solo in azienda.

2. La legge 183/2014 (Jobs Act/2) favorisce il ricorso ai voucher (buoni lavoro) per il lavoro accessorio, utili a coprire il lavoro nero, e modifica in senso regressivo lo Statuto dei Lavoratori, promosso dal socialista recanatese Brodolini: da ora in poi le aziende potranno più facilmente licenziare, demansionare e controllare a distanza i lavoratori attraverso il contratto a tutele crescenti [Risultato: nel 2015 i lavoratori morti a seguito di un infortunio sono aumentati del 16% rispetto al 2014.]

3. La legge di stabilità del 2015 garantisce alle imprese che assumono lavoratori con il contratto suddetto sgravi fiscali a carico della fiscalità generale, anche se i lavoratori sono più licenziabili di prima. Inizialmente le assunzioni aumentano, ma iniziano a calare bruscamente con il venir meno degli incentivi e quando finiranno è probabile che i nuovi assunti vengano in buona parte licenziati.

4. In un convegno nel marzo del 2015 sostiene che le vacanze estive degli studenti sono troppo lunghe e dovrebbero essere sostuite in parte da lavoro; il governo lo prende sul serio e fa approvare la l.107/2015 (Buona Scuola), che, tra le le altre pessime cose, obbliga tutti gli studenti frequentanti l’ultimo triennio di scuola superiore a fare 200/400 ore, a seconda dell’indirizzo della scuola, non pagate, di alternanza scuola-lavoro in imprese individuate dal dirigente scolastico, che possono essere svolte durante la sospensione delle attività didattiche.

5. Nel dicembre del 2015, in un altro convegno, auspica il ritorno ad una sorta di cottimo (un contratto che abbia come riferimento l’apporto dell’opera); questo era, prima che le lotte operaie lo facessero sparire, lo strumento usato dai padroni per spingere al limite la produzione e per spremere al lavoratore ogni scintilla di energia costringendolo a sfornare pezzi su pezzi.

Poletti siede nel governo che con il decreto legge Sblocca Italia ha favorito la devastazione del territorio, che con la Buona Scuola ha portato a compimento lo smantellamento del carattere pubblico, democratico e nazionale della Scuola iniziato con l’autonomia, che con il combinato di legge elettorale Italicum e riforma della Costituzione tenta di ridurre gli spazi di democrazia per renderci più governabili rispetto alle politiche d’austerità volute dai mercati e dalla Ue, che si appresta a firmare il TTIP con gli Usa (a rischio ambiente, salute, lavoro, pace, democrazia), che si avvia a privatizzare l’acqua, che prepara l’Italia ad un’avventura neocoloniale in Libia.

PUOI FIRMARE I QUESITI REFENDARI PER CANCELLARE LE PEGGIORI LEGGI DEL GOVERNO SU AMBIENTE, BENI COMUNI, SCUOLA, LAVORO, DEMOCRAZIA

RICOMINCI, COME IN FRANCIA, LA MOBILITAZIONE SOCIALE IL PROSSIMO AUTUNNO!

AD OTTOBRE, AFFOSSARE LA COSTITUZIONE DELL’AUSTERITY!



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