Newsletter Marzo 2012

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Newsletter marzo 2012

Una premessa sui testi inseriti in febbraio

Continuo a segnalare al primo posto i testi più lunghi ed organici, che altrimenti potrebbero rischiare di passare inosservati. Questa volta ce ne sono quattro nuovi, di cui alcuni sono classici ma ormai introvabili.

Il primo è Moshe Lewin - L'ULTIMA BATTAGLIA DI LENIN, che era uscito in Francia nel 1967 e in Italia da Laterza nel 1969. Un libro che rimane fondamentale per ricostruire quel periodo cruciale in cui si consolida il potere staliniano, e Lenin vede con angoscia che l’Unione Sovietica ha imboccato una strada imprevedibile. Risponde a tutti i tentativi di mettere in conto a Lenin gli orrori dello stalinismo.

Dello stesso anno è anche Ernest Mandel. La formazione del pensiero economico di Karl Marx , un libro che ricostruisce l'itinerario del pensiero di Marx fino alle soglie del Capitale, sottolineandone la continuità di sviluppo cronologico e tematico contro ogni tentativo di opporre filosofia a economia, e l'umanesimo giovanile alla elaborazione propriamente scientifica della maturità. Un libro che evidentemente era atteso, visto che ha avuto subito un buon numero di visite, quasi come il precedente.

C’è poi Ernest Mandel - Introduzione al marxismo. Scritto con un linguaggio di eccezionale semplicità da uno dei massimi teorici del marxismo, questo testo indica i fondamenti del pensiero marxista, dal materialismo storico alla teoria economica marxista, dai nodi della storia del movimento operaio all'analisi del drammatico fallimento dello stalinismo. Si direbbe che anche questo fosse atteso, o che sia stato subito segnalato da qualche visitatore: ha avuto in meno di una settimana un centinaio di visite.

L’ultimo testo, molto più breve, è un lungo articolo di un compagno ecuadoriano, Decio Machado: Ecuador 2012, con un’analisi puntuale del processo politico in quel paese, che ha suscitato molte discussioni in Europa per il suo rifiuto di pagare una parte del debito.

Ripropongo ancora poi il bel libro (Israeliani fuori dal coro) curato da Micha Warshawski che, insieme a Cinzia Nachira e a Titti Pierini (che l’aveva tradotto), avevo tentato invano di far pubblicare in Italia. Un libro sempre valido, anche per rendere giustizia a chi in Israele si batte coerentemente contro la profonda involuzione della società e dello Stato. Lo segnalo per la terza volta, perché le visite continuano ad essere poche, mentre ne meriterebbe molte di più di quante ce ne siano state ad alcuni miei articoli di polemica contingente.

Articoli inseriti in febbraio