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Incredibile Riotta

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Incredibile Riotta

Da anni non leggevo più un articolo di Gianni Riotta, avendo fatto più volte diretta esperienza della sua spocchiosa ignoranza. Poi, in pochi giorni, sono stato costretto a leggerlo due volte. Infatti quando scrivo su un argomento, ho l’abitudine di leggere tutto quel che si pubblica sull’argomento, portasse anche la firma di uno Scilipoti o di un Riotta. E dato che mi stavo occupando di Hobsbawm, ho dovuto leggere anche un articolo di Gianni Riotta che su “la Stampa” ha presentato caricaturalmente Hobsbawm come un estremista che considerava nemici i “socialisti alla Blair” e perfino la fumosa “terza Via” dell’eurocomunismo. Praticamente come uno stalinista: mentre Hobsbawm non lo era stato veramente neppure in gioventù, e da decenni casomai è un ammiratore di Napolitano e del PD… Pazienza, non si può pretendere che una “grande penna” del giornalismo si degni di documentarsi su Hobsbawm prima di scriverne.

Il colmo è stato però aprire "la Stampa" stamattina, e trovare Gianni Riotta che pontifica su Voti e petrolio, la scommessa del Venezuela, con inizio in prima pagina. Impossibile ignorarlo. Ma che salto indietro ai tempi della guerra fredda! E che coraggio a sparare a mitraglia incredibili sciocchezze!

Piccola antologia: la sfida in Venezuela era tra “il caudillo Hugo Chávez, reduce da 14 anni di malgoverno” e un giovane e dinamico quarantenne Henrique Capriles adorato dalle folle, a cui portava un “messaggio di pacificazione”. Di Capriles Riotta dava praticamente per certa la vittoria, salvo brogli e violenze…

Per Riotta si trattava soprattutto di un referendum per scegliere “tra un regime autoritario e populista, che fa dei giacimenti di petrolio leva di corruzione in Venezuela e nel mondo, e il ritorno alla normalità democratica”, che naturalmente portebbe miracolosamente una “crescita sul modello brasiliano del presidente Lula, dove anche le classi povere possano beneficiare del boom energetico.”

Beh, a parte che Lula e Dilma hanno sostenuto Chávez, smentendo quelli come Riotta che insinuavano che appoggiassero Capriles, solo perché questo aveva assunto esperti di comunicazione brasiliani, e giurava di voler essere il Lula del Brasile, devo dire che un “regime autoritario” che vince 14 elezioni sotto controllo internazionale e ne perde solo una senza fiatare, non s’era mai visto.

Bisognerà tornare a scrivere su Lula, visto che viene preso a modello sia dal Capriles di Riotta, sia da Airaudo per Landini… (vedi in Documenti sul "caso Bellavita" l’intervista a Airaudo). Ci deve essere un po’ di confusione su quel che ha fatto!

Ma non è finito. Con sublime sprezzo del ridicolo, Gianni Riotta ha spiegato poi che Chavez sarebbe pronto a rovesciare il risultato del voto per Capriles scatenando le sue milizie, “squadre armate e pagate dal regime”. Facile capire perché: Riotta assicura che “in Venezuela circolano 17 milioni di armi da fuoco illegali”, ovviamente tutte in mano ai sostenitori di Chávez…

La fantasia di Riotta è sfrenata: crede perfino che in Venezuela non ci sia più iniziativa privata. Dice che “Chavez ha impoverito il paese, che ha risorse straordinarie, saccheggiando il settore energetico”. Da anni “le compagnie controllate dello Stato non innovano, cacciano manager e tecnici competenti sostituendoli con funzionari raccomandati dalla gerarchia”.

Gli consigliamo, per uscire dagli incubi che lo sconvolgono, di informarsi dai manager italiani dell’ENI, che insieme a tutte le grandi multinazionali del petrolio continua a operare in Venezuela fin troppo indisturbato (come casomai la sinistra più coerente rimprovera a Chávez). Farebbe bene anche a informarsi negli Stati Uniti, primo cliente del Venezuela, in cui per giunta una compagnia venezuelana ha distribuito ai poveri gasolio da riscaldamento a basso costo in una fredda invernata di un paio d’anni fa…

Ma è grottesco l’ultimo argomento dell’allucinato Riotta: “da sola Petròleos de Venezuela ha versato ai «chavisti» in dieci anni 50 miliardi di euro, destinati a «programmi sociali», progetti inutili, come le «cattedrali nel deserto» italiane degli Anni Cinquanta, spesa pubblica che non crea sviluppo e occupazione”.

Questa "spesa pubblica inutile" sarebbe ovviamente la costruzione di case confortevoli per i senza tetto, di teleferiche per i quartieri isolati sui monti, o la costruzione di una rete ferroviaria di cui il paese, basato da decenni su un uso insensato del petrolio, era privo.

Per giunta Riotta scende al pettegolezzo più stupido e volgare, insinuando che “il pilota di Formula 1 Maldonado – che nelle prove disputate fin qui non sembra un nuovo Schumacher - deve gareggiare con sponsor Petròleos". Ecco che “il Venezuela non è più «povero» e trova i fondi necessari. Inutile dirlo, Maldonado è considerato vicino alla figlia del presidente.”

Questo, a urne ancora aperte. Che inventerà domani questo fantasioso pennivendolo?

(a.m 8/10/12)

Vedi anche Perché Chávez ha vinto



Tags: Venezuela  Chavez  Capriles  Riotta  ENI  Hobsbawm  

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