Movimento Operaio

La pagina di Antonio Moscato

  • Full Screen
  • Wide Screen
  • Narrow Screen
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size
Attualità e Polemiche --> L'America Latina --> Due commenti sulla rivolta brasiliana

Due commenti sulla rivolta brasiliana

E-mail Stampa PDF

1 - PSoL del Brasile: “La rivolta popolare è legittima!”

Pubblicato il 19 giugno 2013 in http://sinistracritica.org

Nota del PSoL – Partido Socialismo e Liberdade (Brasile)

La rivolta popolare è legittima! Abbasso la repressione!

dal sito del PSoL

Il PSoL (Partido Socialismo e Liberdade) manifesta il suo totale appoggio alle manifestazioni in corso in tutto il Brasile contro l’aumento delle tariffe dei trasporti collettivi e rifiuta con forza la violenza poliziesca che cerca di reprimere il legittimo diritto di organizzarsi e di manifestare.

La crescente intensità delle proteste – che si sono estese da Porto Alegre, Natal, Maceió, Goiânia, Rio de Janeiro e São Paulo – ha fatto breccia nel blocco della grande stampa ed è diventata un tema di mobilitazione sociale.

I governanti dell’ “usa e getta” non riescono a capire che la rivolta è causata dal rifiuto di un sistema  di trasporti pubblici in cui bisogna stare in piedi fino a sei ore al giorno in autobus di pessima qualità, spendendo fino a un terzo del  salario e che tutto ciò ha anche spinto al grande appoggio popolare alle manifestazioni. La contestazione che è partita con i giovani è solo la punta dell’iceberg di un’immensa insoddisfazione collettiva. Rispondere con intransigenza, truculenza e brutalità poliziesca significa gettare benzina sul fuoco. Alckmin (il governatore dell stato di São Paulo, di destra, ndt), Haddad (il sindaco di São Paulo del PT, ndt), Cabral (il governatore dello stato di Rio de Janeiro, centrista, ndt) e Paes (il sindaco di Rio de Janeiro, centrista, ndt) assumano le proprie responsabilità di fronte alla repressione rivoltante e sproporzionata e di fronte alla propria passività. Inoltre sottolineiamo come non tocchi al ministro della Giustizia Cardozo aizzare la truculenza della repressione e sostenere la Polizia Federale nella repressione dei movimenti.

Nello stesso tempo, la escalation della violenza della Polizia militare, in particolare nella capitale dello stato di São Paulo, dimostra che la politica totalitaria dei governi municipali e dei diversi stati della federazione brasiliana non riesce a tollerare le differenze di opinione, le critiche, le contestazioni, come risulta anche dalla criminalizzazione dei movimenti sociali e dei manifestanti, cosa inammissibile in una società democratica. Tutto ciò merita il rifiuto del PSoL. Esigiamo la liberazione immediata di tutti i fermati e degli arrestati. Riteniamo, inoltre, inammissibile colpire gli attivisti con cauzioni finanziarie, di entità assurda e con ancora più assurde imputazioni di cospirazione.

Con queste accuse di vandalismo verso l’insieme di questo ampio e legittimo movimento, chi ci governa e le classi dominanti tentano di manipolare l’opinione pubblica, ma vengono clamorosamente smentiti dai sondaggi che testimoniano dell’enorme appoggio popolare per le manifestazioni e del rifiuto della repressione e della violenza della polizia.

Va sottolineato che recentemente le tariffe dei trasporti collettivi erano state esentate da alcune imposte, cosa che avrebbe dovuto evitare gli aumenti. E’ assurdo che, nonostante i vantaggi tributari, le imprese di trasporto abbiano ridefinito le tariffe con l’assenso dei sindaci e dei governatori. La collusione tra le imprese e chi ci governa ci ricorda peraltro come queste società siano state tra i principali finanziatori delle campagne elettorali di chi ora avalla gli aumenti in modo da “pagare il conto”.

Nelle città governate dal PSoL – Macapá (di oltre 350.00 abitanti, capitale dello stato di Amapà, nel Nord, ndt) e Itaocara (cittadina di 25.000 abitanti nello stato di Rio de Janeiro, ndt) – i sindaci hanno deciso di non ammettere aumenti delle tariffe degli autobus. Per noi il governo è al servizio dei lavoratori e dei giovani e non accettano che le imprese trasformino il diritto al trasporto pubblico in un vero e proprio affare. Pensiamo che con un finanziamento adeguato e con la volontà politica si possa puntare a abbonamenti liberi per studenti o, addirittura, alla tariffa zero. La difesa di queste proposte, perciò, non ha nulla di irrealistico o di assurdo, perché punta ad assicurare il diritto costituzionale dei cittadini alla mobilità.

Il PSoL continuerà a stringere le fila in difesa del diritto alla contestazione, del diritto al trasporto pubblico di qualità, contro le violenze della polizia. Goiânia (1.300.000 abitanti, capitale dello stato di Goiàs, amministrata dal PT, ndt) e Porto Alegre (1 milione e mezzo di abitanti, capitale dello stato di Rio Grande do Sul, amministrata dalla sinistra del PT, ndt) hanno già riportato la vittoria della riduzione delle tariffe. E’ il momento di andare avanti e ottenere altri successi. E’ solo con la lotta che si va avanti.

Brasília, 14 giugno 2013

Partido Socialismo e Liberdade - PSoL

--------------------------------------------------------------------

2 - Comunicato del NPA francese

Brasile, rivolta contro l’austerità.

Pubblicato da http://sinistracritica.org
http://www.npa2009.org/

Dopo un decennio di relativa pace sociale sotto i vari governi del PT (Partdo dos trabalhadores), il Brasile è oggi attraversato dalla mobilitazione sociale più grande dopo la destituzione dell’allora presidente Collor nel 1992. Il fattore scatenante del movimento che ieri ha portato in piazza oltre 200.000 persone, soprattutto giovani, in tutte le principali città del paese, è stata l’impennata dei prezzi dei trasporti pubblici. A titolo di esempio, in una città come São Paulo il prezzo del biglietto di trasporto supera un euro, mentre il salario minimo non arriva a 250 euro. Tuttavia, l’ondata di rabbia, che ha portato a episodi come l’assedio del parlamento nella capitale Brasila e i violenti scontri in particolare a Belo Horizonte e a Rio de Janeiro, ha cause molto più profonde.

Dietro l’immagine di potenza regionale emergente si nasconde un’inflazione vertiginosa con una conseguente fortissima caduta del potere d’acquisto in un paese che non ha mai eliminato le profonde ineguaglianze né superato l’assenza di servizi pubblici di qualità. Le spese astronomiche per la preparazione della Coppa del mondo di calcio e per le Olimpiadi, così come i tanti scandali di corruzione, rendono questa realtà ancora più inaccettabile agli occhi dei lavoratori e dei giovani. E’ in questo contesto che va compresa la caduta di popolarità della presidente Dilma Roussef, contestata durante la cerimonia di apertura della Confederations Cup qualche giorno fa. La violenta repressione scatenata dalla polizia, una delle più sanguinarie del mondo, giovedì scorso a São Paulo, non ha fatto che legittimare e rafforzare la mobilitazione. E’ una nuova generazione di militanti che appare e che è portata a identificarsi spontaneamente con i giovani della Turchia e dei paesi arabi.

Condanniamo la repressione contro i manifestanti e sosteniamo un movimento che potrebbe essere in grado di mettere le premesse per l’esaurimento del “modello brasilano” – così come in Turchia – e di ricollocare i paesi cosiddetti “emergenti” nella dinamica convulsa della lotta di classe che si sviluppa nel contesto della crisi del capitalismo. Vista l’importanza strategica del Brasile, si tratterebbe di una svolta che potrebbe far precipitare tutta la situazione del subcontinente sudamericano.

In spagnolo, vedi sul sito Brasil- Golpe de timón... a la derecha di Juan Luis Berterretche



You are here Attualità e Polemiche --> L'America Latina --> Due commenti sulla rivolta brasiliana