Movimento Operaio

La pagina di Antonio Moscato

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Argentina: colpo di calore!

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Gli ultimi mesi sono stati disastrosi per il governo di Cristina Kirchner. Dopo il rovescio elettorale di novembre, ha subito altri scossoni, i cui effetti si faranno sentire per tutto il 2014.

 

Prima lo sciopero della polizia, che ha piombato il paese nel caos e portato a saccheggi come nel 1989 ne 2001. Poi, una ondata di calore che ha fatto saltare il sistema elettrico, lasciando milioni di persone senza luce e climatizzazione. Mentre il governo e i produttori privati si rimandavano la colpa, la popolazione disperata occupava le strade e vi bruciava pneumatici.

 

Per opporre una smentita a quanti evocavano la fine del suo «regno», a novembre Cristina aveva sostituito i ministri meno presentabili … prima di proseguire la stessa politica. Ha quindi versato 11 miliardi di dollari alle imprese private responsabili della interruzione dell’elettricità, 5 miliardi alla società petrolifera spagnola Repsol, come compenso per la sua nazionalizzazione nel 2012, e si è dichiarata fiera della diminuzione delle riserve di cambio a 30 miliardi di dollari come conseguenza del pagamento degli interessi sul debito estero. Nel frattempo, per evitare che le riserve continuino a diminuire, la vendita di dollari al tasso ufficiale (6,67 pesos) rimane proibita, mentre il dollaro parallelo si cambia a 10,83 pesos.

Che cosa succederà a marzo, al ritorno di quanti possono (ancora) andare in vacanza?   .

 

Verso la mobilitazione

 

Secondo calcoli non ufficiali, nel 2013 l’inflazione è stata del 25% mentre i generi alimentari sono aumentati del 43%. Il piano del governo era di negoziare con i supermercati i prezzi di 200 articoli di prima necessità, poi di fare appello a negoziati collettivi sui salari. Ma i negoziati con i distributori non vanno avanti e quelli sui salari si annunciano problematici. Il governo vuole limitare gli aumenti al 18 o 20%, mentre i governi provinciali hanno aumentato i salari dei loro poliziotti dal 40 al 60%, e nessun sindacato accetta di discutere sotto il 25%. Gli insegnanti hanno già minacciato di non riprendere le classi al rientro di marzo.

 

Se tutti i dipendenti  pubblici ottenessero, come esigono, aumenti uguali a quelli della polizia, molte province non potrebbero più pagare i salari. Si vede quindi riapparire lo spettro delle monete provinciali, istituite durante la grande crisi del 2000–2001.

 

Anche se molti cominciano a fare il parallelo con il 2001, la situazione rimane differente. Allora, il peso delle sconfitte degli anni 1990 e la paura della disoccupazione avevano impedito che il movimento operaio intervenisse come tale nella semi insurrezione. Oggi, con un tasso di disoccupazione del 7,2% e negoziati per i contratti collettivi in vista, solo un tradimento dei burocrati sindacali potrebbe impedire che i lavoratori si mobilitino. Tanto più che lo sviluppo di un nuovo strato di sindacalisti di avanguardia e il peso crescente dell’estrema sinistra, possono avere effetti dinamicizzanti, il che, in ogni caso, rafforza le responsabilità del FIT (Fronte della Sinistra e dei Lavoratori) e dei partiti che lo compongono.

 

Virginia de la Siega

16 gennaio 2014

 

                                                                                                     

 

* Pubblicato in Hebdo L’Anticapitaliste – 225 (16/01/2014)

 

Traduzione di Gigi Viglino



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