Movimento Operaio

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Un dibattito sull’Ucraina

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a cura di Andrea Ferrario, di Crisi globale

Nelle ultime settimane ho ridotto al minimo gli inserimenti di articoli anche di altri compagni, perché sono stato assorbito più del previsto nella stesura di un quaderno monografico (di fatto un agile libro) di demistificazione delle celebrazioni del centenario della “Grande Guerra”, che sono già iniziale in tono minore, ma che si preannunciano in aumento a mano a mano che ci sono le scadenze dell’attentato di Sarajevo, e delle prime battaglie, con un prevedibile crescendo in Italia in vista del centenario del “maggio radioso”. Ora il mio lavoro, anche se non è finito del tutto, è entrato in una fase diversa, che non richiede più la totale “immersione” nell’argomento, ma casomai qualche pausa prima del completamento di una struttura che nel complesso già c’è.

I due argomenti che mi brucia aver trascurato in questo periodo, sono la crisi ucraina, e la situazione in America Latina (non solo in Venezuela), entrambe complesse e non facilmente semplificabili in modo manicheo. Sul Venezuela (e sul contesto dello schieramento progressista nel continente) ho bisogno ancora di qualche tempo, per rielaborare un abbondante materiale che mi è arrivato o ho raccolto, mentre sull’Ucraina sono stato stimolato dal materiale apparso sul sito “Crisi globale” segnalatomi dal suo curatore Andrea Ferrario, di cui ho pubblicato alcuni testi sul sito, tra cui: La Bulgaria scende in piazza

Per il momento li segnalo, anticipando solo – per i visitatori frettolosi o con problemi di collegamento come capita a me spesso in questi giorni – i temi trattati nel dibattito. (a.m.12/3/14)

Parto dall’ottimo articolo di James Robertson, che risponde al testo di Florin Poenaru, polemizzando in particolare col suo rifiuto di considerare “i recenti eventi in Ucraina come “rivoluzione”, preferendo il termine di «colpo di stato»”. Poenaru scrive:

“[Yanukovich] è stato deposto non in conseguenza di un sollevamento popolare, ma in seguito a macchinazioni dietro alle quinte e a giochi politici occulti. Il popolo ucraino in generale, così come coloro che hanno protestato in piazza Maidan per settimane, sono stati esclusi dalle manovre, nonostante siano stati i primi a prendersi le pallottole con il quale il Presidente ha affrontato in modo criminale le proteste. Pertanto gli eventi in Ucraina assomigliano in larga misura a un colpo di stato e non a una rivoluzione democratica o socialista”.

Robertson sostiene invece che per quanto possiamo essere critici delle qualità “democratiche” dei sommovimenti degli ultimi mesi – e c’è molto di cui diffidare – appare semplicistico ridurre il risultato finale a “macchinazioni dietro le quinte e giochi politici occulti”.

Il resoconto di Florin cancella l’impatto reale che Maidan ha avuto sullo status quo politico in Ucraina. Le masse di persone che hanno sfidato le temperature polari e la violenza della polizia per mesi sembrano nel suo resoconto essere solamente delle vittime: prima della repressione “criminale” di Yanukovich e poi delle macchinazioni di astuti politici. Cioè o dei corpi sanguinanti nelle strade, oppure delle marionette di oligarchi conniventi. Mai come soggetti autonomi e responsabili. Si tratta di un resoconto che si scontra con tutto quello a cui abbiamo assistito a partire dal novembre 2013.

Naturalmente, osserva Robertson, “con il progredire del movimento le cose si sono fatte più complicate. Con lo spostarsi dell’attenzione dei manifestanti sui problemi più ampi dell’autoritarismo e della repressione statale, la questione dell’«Europa» è passata in secondo piano e le fila del movimento si sono allargate fino a includere aree più ampie della società civile ucraina. Allo stesso tempo ciò ha aperto spazi per una crescita dell’estrema destra. Le sue vittorie, tuttavia, sono legate al ruolo centrale svolto dal gruppo negli scontri con la polizia, nell’ambito dei quali hanno fornito infrastrutture di difesa per l’accampamento e un punto di leadership, soprattutto dopo gli eventi del 19 gennaio. Una volta che il loro potere è stato affermato, sono stati facilmente in grado di proteggere la loro egemonia da ogni possibile intervento degli attivisti di sinistra, picchiando sindacalisti, aggredendo riunioni anarchiche e distruggendo materiali della propaganda di sinistra.

E’ importante però prendere atto del fatto che le vittorie dell’estrema destra non sono state predeterminate da qualche tipo di base sociale del movimento. La loro egemonia trova origine in due fattori chiave, sui quali la sinistra deve impegnarsi se vuole affrontare le radici della crescita dei fascisti.

In primo luogo, l’influenza della destra risiede in larga misura nei suoi importanti interventi strategici all’interno del movimento, ivi incluso il ruolo di avanguardia che ha svolto negli scontri contro la polizia e nel proteggere Maidan dagli attacchi. Si tratta di una questione di strategia politica e la sinistra è stata sconfitta su questo campo in termini di capacità di manovra. […]

In secondo luogo, la legittimità del discorso nazionalista in Ucraina ha reso le politiche della destra ancora più ampiamente accolte che altrove. Commentando il ruolo dominante del nazionalismo in Ucraina, Ilya Budraitskis ha richiamato l’attenzione sul fatto che:

“[Il nazionalismo è] legato alle modalità della fondazione dell’Ucraina come paese indipendente – cioè attraverso il crollo dell’Unione Sovietica nel 1991. E’ per questo motivo che il nazionalismo è un elemento di persuasione ideologica così popolare. La mentalità è analoga a quella di un’ex colonia. La maggior parte degli ucraini ritiene che la cosa più importante sia non essere dominati da una potenza estera”.

In larga misura, quindi, il clima favorevole per il nazionalismo di estrema destra ha le sue radici nella storia dell’imperialismo russo e nel ruolo del nazionalismo ucraino come discorso di resistenza. Ogni lotta contro la destra estrema dovrà quindi necessariamente affrontare con serietà la questione nazionale ucraina.

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Tra i temi più scottanti c’è il ruolo dell’estrema destra ucraina (cioè il partito “Svoboda”, presente in parlamento, e il movimento “Pravy Sektor”, protagonista sulle barricate di Maidan). Denunciarne il ruolo e combatterla deve essere un obiettivo primario, ma per farlo efficacemente bisogna conoscerne esattamente la portata, le dinamiche e la storia. Purtroppo a sinistra si ricorre spesso ad analisi sbrigative e del tutto inefficaci, che tendono a criminalizzare l’intera rivolta ucraina come egemonizzata dai neofascisti, come fanno i paramilitari cosacchi o russi inviati in Crimea, che a molti ucraini appaiono invece a loro volta fascisti. A creare ulteriore confusione i vecchi simboli dell’URSS ostentati da alcuni nostalgici, che erano sostenitori di Yanukovich nonostante fosse un oligarca arricchito e ostentasse un lusso alla Ceausescu. Le cose stanno diversamente:

Innanzitutto, la più recente indagine di opinione condotta in Ucraina dipinge un quadro in cui la destra estrema risulta molto debole tra gli elettori. Secondo l’indagine, condotta tra il 24 febbraio e il 5 marzo, alle prossime presidenziali solo il 2,5% degli intervistati voterebbe per il candidato di Svoboda, mentre quello del Pravy Sektor otterrebbe appena l’1,6%. Ai primi posti si classificherebbero invece con percentuali tra il 15% e il 21% i populisti Poroshenko e Klichko. Secondo la stessa indagine, se oggi si svolgessero elezioni politiche (per ora non previste), per “Svoboda” voterebbe solo il 4,3% degli intervistati, percentuale che potrebbe tradursi in un 6,5% in presenza del tasso di astensionismo massimo previsto – comunque in netto calo rispetto all’oltre 10% delle elezioni del 2012 sotto Yanukovich (http://lb.ua/news/2014/03/05/258277_poroshenko_lidiruet_prezidentskom.html)

 

 

Ecco comunque i due testi principali: buona lettura.

http://crisiglobale.wordpress.com/2014/03/10/europa-per-capire-lucraina-dobbiamo-riportare-in-gioco-la-classe/

http://crisiglobale.wordpress.com/2014/03/10/riportare-in-gioco-la-classe-ma-come-una-risposta-a-florin-poenaru/

Molto utile anche questa segnalazione complementare:

http://crisiglobale.wordpress.com/2014/03/10/europa-ucraina-alcuni-link-per-orientarsi/



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