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Grecia, Syriza: una vittoria elettorale che porta a compiti più difficili

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Pubblichiamo la dichiarazione di Dea (Sinistra Operaia Internazionalista), che fa parte della piattaforma di sinistra di Syriza (coalizione della sinistra radicale), forza politica che è risultata vincente in Grecia alle elezioni europee, ma anche nella regione dell’Attica e la prima tra le forze della Sinistra Europea nel vecchio continente. La piattaforma di sinistra è composta dalla Corrente di sinistra, il cui più noto esponente è il portavoce Panagiotis Lafazanis, del Network Red che riunisce Dea, Kokkino e Apo. (ndr)

Dichiarazione DEA (Sinistra Operaia Internazionalista )

da  A l’encontre e Sinistra Anticapitalista

I risultati delle elezioni europee con il 26,6 % e 1,5 milioni di voti per Syriza (Coalizione della sinistra radicale) mettono in luce la chiara vittoria della sinistra radicale in Grecia.

La coalizione di governo di Nuova Democrazia ( Nd ) e PASOK (Movimento socialista panellenico) forma oramai un esecutivo di minoranza. Per la prima volta ciò è confermato dalle urne e non soltanto dai sondaggi.

Questo governo non dispone più di una legittimità democratica parlamentare [1] per applicare le misure di austerità estreme integrate nel “programma a medio termine”. Vale dire nel nuovo accordo voluto dalla classe dominante greca e dai “creditori” internazionali.

Il successo di Syriza è più evidente tenendo conto del difficile test elettorale che comprendeva ben tre elezioni: elezioni comunali, provinciali ed europee. Per quanto riguarda le elezioni comunali, le difficoltà da superare sono molto più grandi nella misura in cui i “politici locali”, disponendo di una rete clientelare , sono più forti. L’enorme ondata di shock politico (che si è sviluppata sotto gli effetti della cosiddetta crisi finanziaria e dele lotte di massa del 2010-2012) toccare questi luoghi in ritardo. Ciò è confermato dall’irruzione di candidati “indipendenti”.

Anche su questo difficile fronte, Syriza ha ottenuto progressi significativi come la vittoria nella provincia dell’Attica (che comprende la capitale Atene e i comuni limitrofi) così come nella provincia delle isole del Mar Ionio e in molti altri comuni con una forte composizione sociale dei lavoratori.

Tra il primo e il secondo turno delle elezioni locali, Syriza ha dato prova di non aver un atteggiamento arrogante nei confronti delle altre componenti della sinistra. Unilateralmente e immediatamente, SYRIZA ha invitato a sostenere i candidati del KKE (Partito Comunista) quando fronteggiavano i candidati di Nuova Democrazia e del Pasok al secondo turno. Così è avvenuto nei comuni di Patrasso, Chaidari [sobborgo di Atene], Petroupoli [nord-ovest di Atene], Ikaria [isola dell'Egeo orientale]. Le schiaccianti vittorie dei candidati del Kke in tutti questi comuni dimostrano che la base elettorale di Syriza ha ben recepito il messaggio di unità della sinistra radicale e ha applicato tale orientamento politico nella sua stragrande maggioranza, senza esitazione .

Fortunatamente , i compagni di Antarsya (Fronte della sinistra anticapitalista greca, creato nel 2009, che comprende , tra gli altri , il Socialist Workers Party-SEk, la corrente della nuova sinistra-NAR, l’Organizzazione dei comunisti internazionalisti-OKDE – Spartakos, ecc.) ha adottato un approccio simile chiamando a votare per il candidato di Syriza nel comune di Atene al secondo turno. Purtroppo, il KKE ha scelto una tattica elettorale volta a mantenere la “medesima distanza” tra Syriza e i candidati della coalizione di governo. I comunisti hanno fatto dichiarazione di neutralità in base all’orientamento della direzione del Kke, che fa praticamente di SYRIZA il nemico principale ricordando in questo, al di là delle differenze d’epoca, l’orientamento della svolta ultra-sinistra dell’Internazionale comunista staliniana che definì la socialdemocrazia tedesca social fascista durante la fase ascendente del nazismo .

Nel comune di Atene, il candidato di Syriza, Gavriil Sakellaridis ha sfiorato la maggioranza. Infatti, è stato sconfitto di poco da Georges Kaminis (sindaco di Atene dal gennaio 2011), candidato sostenuto da una coalizione di partiti pro austerità che ha ottenuto il 51,4% dei voti contro il 48,6% di Sakellaridis. Questo risultato è la prova che la “medesima distanza”, ossia la neutralità, non è mai in ultima istanza neutrale.

Va sottolineato la particolare importanza di alcune vittorie in una serie di comuni in cui la proposta elettorale era chiaramente fondata su un programma radicale e senza ambiguità così come su specifiche alleanze legata alle mobilitazioni sociali. Si possono citare da esempio le seguenti città: Chalandri (a nord est di Atene), Philadelphia (cintura di Atene), Keratsini (Ovest di Atene). Questi risultati sono la prova, ancora una volta, che un orientamento radicale di sinistra non conduce alla marginalità. Al contrario, in un contesto di crisi, è una precondizione per ottenere vittorie difficili così come inattese.

  • Nelle elezioni europee Syriza si è affermata come il primo partito, con il 3,8% in più rispetto a Nuova Democrazia. Questo conferma il successo politico ed elettorale del maggio e del giugno 2012. Questi non erano casuali, non erano un fuoco di paglia legati alla congiuntura dell’epoca in cui forte era la rivolta contro l’austerità. Nonostante gli attacchi brutali della classe dominante e dei mass media (controllati in maniera monopolistica dalla destra), Syriza è riuscita a conservare le sue forze e ad affermarle ad un livello superiore, piazzando la sinistra radicale in posizione preminente e rendendo tangibile la prospettiva di un governo di sinistra. Va notato che tale successo si è affermato nel momento in cui il movimento di massa è relativamente in declino, per lo meno se lo si paragona alla rivolta sociale che ha segnato gli anni dal 2010 al 2012.
  • Il Kke , che si è aggrappato alla sua forza e alle sue capacità organizzative , è riuscito a consolidare la sua posizione rispetto al giugno 2012, ma è al di sotto del maggio 2012. Ha ricevuto 6,09%, ossia 341.748 voti questo 25 maggio 2014. Nel giugno 2012, aveva ottenuto il 4,5% pari a 277.227 voti. Nel maggio 2012 erano l’8,48% e 536.072 voti.
  • Per quanto riguarda ANTARSYA, questa coalizione ha ottenuto lo 0,72% 40.396 voti il 25 maggio 2014; rispetto al 0,33% e 20.396 voti del giugno 2012 e l’1,19% e 75.416 voti del maggio 2012.
  • Il relativo declino del movimento di massa, tuttavia, nonostante le lotte eroiche delle operatrici di pulizia nei ministeri, degli insegnanti, degli infermieri, ecc. … ha garantito al governo un certo margine di manovra e la possibilità di riunire alcune forze sul piano elettorale. Il principale aiuto è stato fornito da quello che viene qualificato come centro – sinistra. In altre parole, il voto combinato alle varie forze del centrosinistra indica che c’è ancora uno spazio politico per il social liberismo, per lo meno per la sua sopravvivenza. Il risultato dell’Ulivo (nome scelto dal Pasok alle elezioni europee, il logo allude all’Ulivo di Prodi creato nel 1995 e sciolto nel 2007) arriva al 8,03%, 450.000 voti, e il risultato di Fiume (To Potami, una nuova formazione lanciata nel 2014 dalla star televisiva Stavros Theodorakis che ha giocato dell’opposizione alla classe politica), che ha ottenuto il 6,6% dei voti , 370.000 voti, conferma il peso relativo del ” centro-sinistra”. Dobbiamo anche aggiungere i voti captati da Dimar, la Sinistra Democratica Fotis Kouvelis [2], che ha partecipato al governo di Venizelos e Samaras e che attualmente pratica l’appoggio esterno. Certamente la somma di questi voti è inferiore rispetto a quello che otteneva in passato il Pasok (alle elezioni politiche del 2009 il Pasok di George Papandreou ottenne il 43,92 % dei voti). Il futuro di queste cosiddette forze di centrosinistra dipenderà da questa domanda: quale sarà la loro posizione di fronte al governo di Antonis Samaras? Sia che questi partiti scelgano di sostenere il governo di cui Nuova Democrazia è la colonna vertebrale, sia che optino per una strada indipendente o relativamente indipendente.

Per ora, questo “spazio” politico occupato dal “centrosinistra” – cioè da demagoghi che rivendicano una certa “sensibilità sociale” – aiuta principalmente la direzione di destra estrema di Nuova Democrazia ad applicare spietatamente una politica di austerità che non ha precedenti nella storia contemporanea . Questo “centrosinistra” consente a Samaras di mantenere in piedi il governo fino al 2016.

I voti ottenuti dai neonazisti di Alba Dorata costituisce il volto oscuro dei risultati elettorali: 9.39%, ossia 527.000 voti. Per combattere e schiacciare i neonazisti, Dea, all’interno di Syriza ha sistematicamente posto l’accento sull’obiettivo di sconfiggere l’austerità, di condurre assieme una battaglia ideologica antirazzista che includa i migranti, di generalizzare le mobilitazioni di massa antifasciste che impediscono ai neonazisti di occupare lo spazio pubblico. Inoltre, dobbiamo accrescere gli sforzi della sinistra radicale per tagliare il cordone ombelicale che lega Alba Dorata allo Stato e alle sue diverse istituzioni (reparti celere della polizia, settori dell’esercito, parte della magistratura, ecc.).

Da questa analisi e da questo approccio d’insieme, i militanti dei movimenti di resistenza e della sinistra radicale possono trarre preziose lezioni. Il successo elettorale di Syriza è reale e crea un nuovo contesto politico. Tuttavia, il rovesciamento del governo di coalizione, la rottura con gli accordi stabiliti con la troika (Bce, Fmi, Ue), la rimessa in discussione dell’austerità sono una battaglia molto più complessa e difficile di quella elettorale in senso stretto.

Abbiamo bisogno di un movimento di massa, organizzata dal basso, che si traduca in una presenza nelle piazze e in azioni di sciopero. Abbiamo bisogno di una crescita delle battaglie politiche stimolate dalla sinistra radicale. Abbiamo bisogno di una alleanza tra Syriza e il Kke e Antarsya come strumento che permetta di organizzare più ampiamente gli attivisti che non si sono scoraggiati. E questo richiede alla sinistra radicale un programma chiaro, che tratteggi tra l’altro le caratteristiche e le azioni di un governo effettivamente di sinistra con un orientamento anticapitalista e socialista.

Atene 26 maggio 2014

[1] A seguito dei risultati delle elezioni europee, Alexis Tsipras , leader della cosiddetta maggioranza presidenziale di Syriza, ha incontrato il presidente greco Karolos Papoulias e gli ha richiesto l’indizione di elezioni anticipate perché il parlamento eletto in precedenza non corrisponde più all’effettiva importanza delle forze politiche così come è risultato dai voti delle elezioni europee. Tanto più che, secondo Alexis Tsipras, “tutti gli analisti avevano indicato che un divario superiore al 3% avrebbe generato un terremoto nella vita politica greca.” (red. A l’encontre)

[2] Fotis Kouvelis, mercoledì 28 maggio, ha presentato le sue dimissioni dalla presidenza del Dimar. Ricordiamo che questa formazione ottenne il 6,5% dei voti nel giugno 2012. Il risultato ottenuto a livello europeo è al di sotto del quorum necessario ad ottenere seggi nel parlamento greco qualora si votassero le elezioni politiche (red. A l’encontre)

 

 

 



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