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Attualità e Polemiche --> Medio Oriente e mondo arabo-islamico --> Demistificare la propaganda ufficiale e para-ufficiale in Israele

Demistificare la propaganda ufficiale e para-ufficiale in Israele

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di  John Brown *

Dai compagni del giornale ticinese “Solidarietà” riprendo questa testimonianza, proveniente da Israele, su alcune frequenti menzogne della stampa sionista. Sul sito d’altra parte ne avevamo già segnalate molte altre, polemizzando con la leggenda dei palestinesi usati come “scudi umani”, e sull’uso non solo militare di gallerie, in prevalenza destinate all’approvvigionamento degli assediati e con una pericolosità abbastanza ridotta per i militari e ancor più per i civili israeliani.

Colgo l’occasione per ricordare che a proposito dell’Iraq, di cui tanto si parla oggi di nuovo con notizie di dubbia attendibilità sulla provincia di Ninive, in un mio libro dedicato alla Guerra del Golfo del 1991 (Israele, Palestina e la guerra del golfo, Sapere 2000, Roma, 1991) avevo analizzato le principali menzogne sparate in tutto il mondo per giustificare la coalizione contro “il nuovo Hitler” Saddam Hussein: era risultata falsa l’uccisione della squadra di calcio del Kuweit, rilanciata sui giornali sportivi di tutto il mondo; falsa la “notizia” dell’uccisione di centinaia di neonati in seguito al furto iracheno di incubatrici; false tutte le notizie sulle armi atomiche in mano a Saddam Hussein; sproporzionate le notizie sulle dimensioni delle truppe irachene presenti nel Kuweit, che non superavano le 10.000 unità, e quindi non erano finalizzate a quell’attacco all’Arabia Saudita che veniva denunciato come imminente. Ignorate ovviamente tutte le notizie storiche su come l’emirato del Kuweit era stato inventato dai britannici staccandolo dalla provincia di Bassora, e sulle rivendicazioni sul Kuweit fatte anche da tutti i predecessori di  Saddam Hussein, ecc. ecc.

Per questa esperienza ho seguito con diffidenza  la campagna sulla “distruzione degli Yazidi”, che ha rifritto per giorni e giorni una sola notizia di fonte assai dubbia (il ministro iracheno “dei diritti umani…). Intanto un primo passo gli USA lo hanno fatto, inviando i marines come “consiglieri”, salvo ridimensionare poi la notizia del “genocidio”.

Sull’Iraq comunque sul sito è disponibile un mio intero libro successivo (Tempeste sull’Iraq, Massari, Bolsena, 2003), di cui consiglio almeno il primo capitolo (Iraq: le vere ragioni di una guerra insensata) in cui sono esposte tutte le ragioni della diffidenza nei confronti dei martellamenti mediatici contro il mostro di turno. Nei capitoli successivi si spiegava la pericolosità di un intervento in un paese così mal assemblato dall’imperialismo britannico e dai suoi alleati al termine della “Grande Guerra”.

(a.m. 15/8/14)


1. "Hamas costringe gli abitanti a stare sui tetti delle case, conducendoli così alla loro morte."


All'origine di questa affermazione vi è l'uccisione di sei membri della famiglia Kware'a  e di due altre persone lo scorso 8 luglio alle ore 14.30. Secondo l'indagine [quotidiano israeliano Haaretz], i membri della famiglia hanno abbandonato la loro casa dopo aver ricevuto una telefonata da parte dell'esercito, ma vi hanno fatto  ritorno nella convinzione errata che il missile «knock on the roof» [missile di avvertimento] era quello che doveva demolire la loro casa.

I rappresentanti della forze aeree israeliane hanno detto che sapevano che la famiglia aveva cominciato a rientrare  a casa, ma che non erano più in grado di modificare la traiettoria del missile. Questo argomento non è credibile, in questo caso, dal momento che l'esercito ha attaccato altre famiglie con modalità simili, senza alcun preavviso. Gli esempi abbondano: per esempio l'uccisione di 26 membri della famiglia di Abu Jame e  dei 18 membri della famiglia Al Batsch, per non parlare dei diffusi bombardamenti sulle popolazioni  civili a Rafah.

2. Il portavoce dell'esercito israeliano si è affrettato ad annunciare che c'era stato un tentativo di infiltrazione attraverso un tunnel nel Kibbutz Nahal Oz il 21 luglio 2014 Ha anche affermato che i combattenti di Hamas si stavano dirigendo verso l'asilo nido locale.

In entrambi i casi, queste dichiarazioni sono basate su una menzogna; tutti i raid avevano preso di mira dei  soldati e le uscite dei tunnel e i luoghi nei quali le incursioni hanno avuto luogo erano lontani dai siti citati nei comunicati stampa dell'esercito. Un portavoce del Consiglio di Eshkol [Consiglio regionale a nord-ovest di  Negev ] ha chiesto la correzione di questi comunicati, ma questo non è mai stato fatto.  Ulteriori comunicati d'altronde continuano a fare allusione ad imprecisati attacchi terroristici che sarebbero stati  sventati. È ragionevole pensare che  tutto questo non sia altro che un tentativo di coprire le disfunzioni operative provocate da una  preparazione imperfetta a partire dalla posizione di tiro protetto o da un ingresso non operativo su un veicolo non blindato in una  zona pericolosa a Ein Hashlosha .

3 A seguito di un racconto abusivo pubblicato sul quotidiano  Ma'ariv e su Facebook sull'assurdo blog di  Avri Gilad [conduttore radiotelevisivo assai noto], Zombies, ha cominciato a diffondersi una voce relativa ad un progetto di utilizzare contemporaneamente diverse gallerie durante il Rosh Hashanà (Capodanno ebraico), al fine di conquistare tutto quanto possibile. L'Intelligence militare israeliana non sa nulla di un tale progetto e l'informazione è stata smentita dai servizi ufficiali di informazione. Persino  il Presidente della commissione  Affari Esteri e del Comitato per la difesa della Knesset ha smentito.

4. "L'Onu chiede che Israele condivida il sistema  Cupola di ferro [Iron Dome - si tratta di un sistema antimissile] con i palestinesi."

Alla radice di questa menzogna, c'è un titolo fuorviante apparso sui siti di informazione Ynet e  Arutz Sheva. Infatti, il Commissario per i diritti umani si è lamentato del fatto che, nello stesso tempo in cui i combattimenti avevano luogo, gli Stati Uniti continuavano a fornire armi ed un finanziamento supplementare al bilancio militare israeliano, tra cui una sovvenzione urgente per il  sistema Iron Dome, mentre nessuno accordava ai Palestinesi una protezione contro i bombardamenti. È 'interessante notare che la versione inglese di Ynet non ha ripreso questa notizia menzognera.

 5. "Hamas ha giustiziato 20 persone che manifestavano contro di lui a Shejaiya": è quanto affermato dal giornalista Alon Ben-David nel corso di un programma informativo.  Questa affermazione è stata ripetuta decine di volte nello stesso  giorno, e continua ad essere ripetuta.
Tuttavia questo racconto non corrisponde alla realtà. Cinque cittadini di Beit Hanoun sono stati uccisi in un incidente dopo che, "un residente locale ha sparato contro  un volontario dell'UNRWA (Agenzia delle Nazioni Unite), colpendolo ad una gamba ed innescando  uno scontro locale". La Polizia di Hamas li ha dispersi sparando proiettili veri ed uccidendo così cinque persone. Lo stesso  Alon Ben-David ha corretto la propria versione dei fatti; cosa che non ha impedito che la versione non vera degli avvenimenti venisse ripresa su Channel 1. Allo stesso tempo, le forze israeliane hanno ucciso almeno 13 manifestanti in Cisgiordania, di cui almeno una decina non rappresentava alcuna minaccia diretta per i soldati israeliani. Questa notizia è stata confermata, ma è stata appena menzionata dai media.

6. Contrariamente a quanto riportato, il tenente Hadar Goldin non è stato catturato a seguito di un  attentato-suicida avvenuto in prossimità dell'unità militare di Goldin. In realtà, lui ed altri soldati della sua unità sono stati catturati in seguito ad un'imboscata vicino all'entrata di un tunnel e alcuni uccisi nel corso di uno scontro a fuoco. Nonostante l'attenzione dei media per questo incidente, la reazione immediata dell'esercito è stata di giustificare  l'incidente facendo riferimento alla "Direttiva Hannibal" [ una direttiva che autorizza i comandanti  dell'esercito israeliano a prendere qualsiasi misura necessaria, incluso mettere a rischio la vita di un soldato rapito, al fine di interrompere il sequestro]e organizzare un attacco massiccio e indiscriminato contro i civili che ha provocato la morte di 130 persone. Tutto questo è  appena stato menzionato dalla stampa israeliana.

7. "Hamas investe il 40% del suo bilancio nelle gallerie".In effetti, secondo indiscrezioni provenienti da fonti israeliane assai attendibili, Hamas spenderebbe meno del 14% del suo bilancio per la difesa. Molto meno di quanto investe Israele per il proprio sviluppo militare.

8. "Alcune organizzazioni dei diritti umani hanno costretto Israele a fornire cemento a Gaza,  cemento  utilizzato per la costruzione le gallerie".Tra il 2007 e il settembre 2013, Israele ha consentito l'ingresso di cemento a Gaza solo per l'utilizzazione da partedi organizzazioni internazionali. Nel mese di settembre 2013, Israele ha consentito l'ingresso di cemento a Gaza per i settori privati. Il governo ha tuttavia vietato l'ingresso di cemento, a partire dall'ottobre 2013, dopo la scoperta di una nuova galleria. Tutte queste restrizioni non hanno limitato i progetti di Hamas che ha continuato ad importare cemento di contrabbando da valico di Rafah (con l'Egitto). Di fatto queste restrizioni hanno colpito principalmente il  settore privato.

 

* Il testo di John Brown, scritto in ebraico, è stato tradotto da Sol Salbe. La traduzione in italiano è stata realizzata dalla redazione di Solidarietà partendo da una versione francese apparsa sul sito A l'Encontre.



Tags: Israele  Gaza  Palestina  Iraq  Saddam Hussein  Kuweit  

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