Movimento Operaio

La pagina di Antonio Moscato

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Newsletter Luglio 2011

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Newsletter luglio 2011

 

In giugno è cominciata la consueta riduzione estiva degli inserimenti, e anche delle visite al sito. Sono diminuiti inoltre gli articoli sulle crisi interne ai paesi progressisti dell’America Latina, inseriti nei mesi precedenti spesso in lingua originale, che avevano avuto meno visite. Chi li avesse perduti, controlli sulla prima pagina del sito l’Archivio Newsletter, guardando la Newsletter di giugno e quelle precedenti.

Per fortuna intanto si è mosso qualcosa anche qui da noi. C’è bisogno però di affrontare la situazione italiana senza farsi trascinare da assurdi trionfalismi. Il berlusconismo non è morto, e non era certo l’unico problema del nostro paese… Il grande successo dei referendum può ancora essere cancellato, se non si spazza via il ceto politico inconsistente che dei referendum aveva paura e che poi ha cercato di appropriarsene per svuotarli e tornare alla vecchia politica bipartisan…

 

Articoli inseriti in giugno:

  • Referendum, prime riflessioni** Primo articolo non in ordine cronologico, ma per importanza: la vittoria nei referendum ha segnato una svolta nella situazione italiana. Anche se non acquisita…
  • Stanare le facce di bronzo Infatti, occorre prevenire i tentativi insidiosi di chi – come il PD - i referendum non li voleva, ma è salito in extremis sul carro dei vincitori per guidarlo… verso il ritorno alla vecchia politica filo-capitalista che tanti danni ha fatto negli ultimi trent’anni.
  • Vendola e Pisapia Ma il pericolo non è solo il PD: sarebbe tragico se una falsa alternativa intercettasse i delusi dal PD, riconducendoli all’ovile con un po’ di belle parole sofisticate.
  • Vendola e la "demagogia" Qualcuno pensa che io abbia qualcosa di personale con Vendola: macché, insisto solo perché sono stupito di sentire in giro una grande fiducia in questo personaggio intelligente ma bravissimo nel non dire niente di concreto. Guai se gli si delegasse il compito di ricostruire la sinistra… Comunque, riporto fatti poco conosciuti, non opinioni.
  • Tutti con Draghi? Un altro articolo contro l’accecamento di gran parte della ex sinistra sempre alla ricerca di una guida tra le file di quello che una volta era giustamente considerato l’avversario di classe. La polemica con la Camusso anticipava il senso del suo abbraccio successivo con la Marcegaglia, alla faccia dei lavoratori che credono ancora che la CGIL sia un sindacato vero.
  • Tav, dieci anni dopo Genova. Una valutazione della continuità della repressione, non un optional, ma una necessità per imporre decisioni rifiutate da una parte notevole della popolazione. Non solo in Italia…
  • Grecia in agitazione Infatti la Grecia, in nome di “quel che chiede l’Europa”, è sottoposta allo stesso trattamento: manganellate furiose ai manifestanti, che per fortuna, in certi casi, hanno imparato a reagire, come si faceva una volta. Tanto ti bollano lo stesso come estremista o terrorista, se appena ti permetti di dissentire…
  • Allarme rosso per la CGIL Il mese italiano si chiude con il colpo più duro alle speranze nate dalla vittoria nei referendum e dal successo di candidati atipici (non voluti dal PD, anche se di diverso spessore e radicalità) in alcune grandi città: la CGIL firma un accordo che vorrebbe cancellare definitivamente l’autonomia dei sindacati di classe, e concede tutto alla Marcegaglia sperando che ottenga la benevolenza di Marchionne. Un vero e proprio suicidio.
  • Almeyra: Note sui governi "progressisti" Sull’America Latina, una messa a punto storica di Guillermo Almeyra sui precedenti - negli anni intorno alla Seconda Guerra Mondiale - degli attuali governi “progressisti”, per capire contraddizioni e limiti dell’ondata bolivariana, che si riallaccia più di quanto si creda in Italia a quelle esperienze.
  • Cambiamenti in America Latina Come il precedente, anche questa rassegna dei cambiamenti in corso in questa fase non è scritta da me. È tratta dal Mininotiziario America Latina curato da Aldo Zanchetta, e la trovo al 90% condivisibile. Io intanto continuo a leggere e a riflettere prima di impegnarmi in uno scritto più organico di bilancio dei nuovi governi progressisti; intanto segnalo scritti utili di altri difficilmente reperibili.
  • Brasile: dal PT al lulismo Uno scritto di un militante brasiliano costretto a lasciare il PT già prima del suo arrivo al governo, ma che non si lascia trascinare dalla vis polemica, e ricostruisce pacatamente da vari punti di vista le ragioni della trasformazione di quel partito, e al tempo stesso del permanere del consenso di una parte notevole della sua base sociale.
  • Guevara oggi Apparentemente fuori tema, questo rapido commento alla solita “riscoperta” del Che sulla grande stampa di disinformazione in occasione di un anniversario e della pubblicazione di un presunto “inedito”, coglie l’occasione per segnalare un prezioso scritto di Néstor Kohan, un marxista argentino studioso sistematico del pensiero di Guevara.
  • Perché Stalin creò Israele Uno scritto un po’ diverso dagli altri di più stretta attualità, che si ricollega maggiormente alla mia produzione storica precedente: si tratta di un’ampia recensione di un libro notevole che ricostruisce il ruolo dell’URSS e di Stalin in particolare (e come poteva essere altrimenti, in quegli ultimi anni di vita dell’autocrate?) nella creazione dello Stato di Israele, da un punto di vista particolare. L’autore infatti guarda benevolmente Stalin, anche perché considera positivo quello che è stato il suo ennesimo crimine: l’appoggio politico e militare alla formazione di uno Stato violento e oppressivo. L’autore, Leonid Mlečin, spiega convincentemente perché Stalin e i suoi diplomatici non trovavano nulla da ridire sulla “pulizia etnica” che accompagnò la costruzione di Israele e che lo stalinismo aveva realizzato in varie parti dell’URSS e in diversi paesi dell’Europa centro-orientale.


 

 

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