Movimento Operaio

La pagina di Antonio Moscato

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Russia inquieta

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Russia

 

Per un bilancio del movimento di Dicembre.

Movimento Socialista Russo[1].

da IV International Viewpoint, IV, n.444 – gennaio 2012.

Bruno Demartinis, che ha curato la traduzione, mi ha .inviato questo dettagliato resoconto sulle manifestazioni russe del dicembre 2011, su cui l’informazione in Italia è stata molto scarsa. Lo inserisco volentieri sul sito, perché mi sembra molto utile, tanto più in un momento in cui si delineano proteste antigovernative importanti e dure anche in Ungheria e in Romania. Il documento è stato pubblicato sul numero di gennaio della rivista on-line della Quarta Internazionale IV International Viewpoint. (a.m. 16/1/12)

 

 

In occasione delle elezioni della Duma di Stato del il 4 dicembre, grazie ad internet e alle informazioni fornite da migliaia di osservatori volontari, la società russa è riuscita a capire l’ampiezza dei brogli che hanno favorito il partito guidato da Vladimir Putin e da Dimitri Medvedev, Russia Unita. Il meeting di protesta organizzato il 5 dicembre è stato il punto d’avvio di un movimento di protesta contro l’attuale sistema politico, un movimento che è ancora in rapida crescita. Il 10 dicembre mobilitazioni di massa “Per elezioni oneste” organizzate da gruppi d’opposizione di diverso orientamento politico hanno avuto luogo a Mosca e in quasi tutte le maggiori città russe.

Secondo diverse valutazioni tra le quarantamila e le sessantamila persone hanno manifestato in piazza Balotnaja a Mosca. A San Pietroburgo i dimostranti erano diecimila, e in alcuni distretti (Ekaterinburg, Novosibirsk, Rostov e altri) sono scese in piazza tra le tremila e le cinquemila persone.  Il carattere spontaneo delle mobilitazioni costituisce uno dei caratteri che maggiormente segnano la differenza tra questi eventi e per esempio la cosiddetta “Rivoluzione arancione” del 2004 in Ucraina. L’opposizione era assolutamente impreparata a una così improvvisa politicizzazione della società e nemmeno poteva immaginarsi che la gente scendesse in piazza. Il movimento non aveva una direzione chiaramente definita e la maggioranza dei partecipanti al meeting del 10 dicembre non sosteneva nessuna delle personalità politiche che stavano occupando il palco. Due settimane più tardi, il 24 dicembre, un nuovo meeting a Mosca è riuscito coinvolgere più di centomila persone. Il che ne fa la più grande manifestazione di massa nell’intera storia della Russia postsovietica.

Le forze politiche.

I partiti rappresentati in parlamento, sia quelli che sono parte integrante del sistema di “democrazia controllata” che quelli che hanno guadagnato seggi nella nuova Duma – il Partito Comunista della Federazione Russa (PCFR), il partito di centrosinistra Russia giusta e il Partito Liberal - Democratico Russo (PLDR) di Vladimir Zhirinovksy, una formazione populista che naviga sull’onda del nazionalismo – hanno espresso la loro contestazione dei risultati delle elezioni, ma li hanno accettati di fatto. Essi non hanno appoggiato la richiesta di annullamento delle elezioni del 4 dicembre e di una nuova consultazione elettorale, così come si rifiutano di sostenere il movimento nascente. Sebbene rappresentanti del PCFR e di Russia giusta abbiano preso la parola all’assemblea del 10 dicembre, la stragrande maggioranza del movimento non considera questi partiti come organizzazioni in grado di assumerne la leadership. Infatti solo mille persone hanno partecipato all’assemblea promossa dal PCFR il 18 dicembre.

Sono infatti le forze politiche escluse per molti anni dal sistema di potere putiniano e che possono contare sulla loro esperienza nelle attività pubbliche e nell’organizzazione di manifestazioni di piazza che stanno assumendo un peso politico maggiore all’interno del movimento: i liberali (specialmente il movimento Solidarnost di Boris Nemtsov), l’estrema destra (i movimenti nazionalisti russi, quelli “contro l’immigrazione illegale”, ecc.) e l’estrema sinistra (Fronte di Sinistra, Movimento Socialista Russo (MSR), anarchici). Inoltre le reti di cittadinanza attiva come il movimento degli osservatori indipendenti, i difensori dei diritti umani e il movimento Nastro Bianco sono anch’essi molto attivi.

Sebbene per il momento i liberali occupino il centro della scena, sia l’estrema destra che l’estrema sinistra stanno tentando di affermare la loro presenza, fanno parte dei coordinamenti organizzativi e si candidano come portavoce. La “battaglia per la conquista della scena” è accompagnata da conflitti. Così gi attivisti di destra fischiano e urlano durante gli interventi degli esponenti liberali e della sinistra e i militanti di sinistra fanno lo stesso quando parlano rappresentanti della destra.

I leader.

Tra i dirigenti più conosciuti e che hanno conquistato popolarità all’interno delle strutture di movimento troviamo Alexej Navalnij, un giovane attivista proveniente dalla  società civile e dalle lotte contro la corruzione, che non è membro di alcun partito. Persegue una sintesi tra i liberali “moderati” e i nazionalisti continuando a mantenere apertamente molti contatti con l’estrema destra che considera “una parte importante del movimento, rappresentativa degli orientamenti popolari”.  Vi troviamo anche i leader liberali Boris Nemtsov e Vladimir Ryzhkov, che hanno cominciato le loro carriere nell’area di Yeltsin. Hanno il sostegno dei  media liberali, ma  il loro passato li ha irrimediabilmente screditati agli occhi della maggior parte del movimento. Dobbiamo menzionare anche Serghej Udaltsov, leader del Fronte di Sinistra, un giovane attivista sociale e politico con un passato post-stalinista. Pare che le autorità considerino Udaltsov il più pericoloso tra i dirigenti del movimento. È stato arrestato e trattenuto in carcere dalla polizia per quasi un mese in base ad accuse prefabbricate, che lo coinvolgevano in reati insignificanti. Il suo rilascio è stata una delle rivendicazioni del dei meeting del 10 e del 24 dicembre. Il suo video intervento del 24 dicembre ha ricevuto un consenso di massa. Anche Ilija Ponomaëv, eletto in Parlamento nelle liste di Russia Giusta, ma vicino al Fronte di Sinistra, ha svolto un ruolo molto attivo. In aggiunta, tra i partecipanti al meeting c’erano personaggi riconosciuti come apolitici: giornalisti, scrittori e attori popolari nei  media liberal hanno goduto della massima popolarità.

Le masse.

Si può tranquillamente affermare che la maggioranza assoluta di coloro che hanno partecipato alle mobilitazioni non si riconosce in alcuna forza politica. Il 10 e il 24 dicembre, molte persone non hanno dato molta attenzione agli oratori che si alternavano sul palco, ma hanno riservato un grande interesse alla dialettica politica e alle discussioni interne al movimento. Stando agli interessanti dati sociologici forniti dal Centro Levada, al meeting di Mosca del 24 dicembre il 60 percento dei partecipanti era di sesso maschile, il 62 percento aveva una formazione culturale alta, il 31 percento aveva tra i 25 e i 39 anni d’età, quasi il 25 percento ne aveva meno di 25 e il 23 percento aveva tra i 40 e i 55 anni. La maggior arte delle persone si sono definite “tecnici e specialisti” (46 percento), oppure ”studenti” (12 percento). Rispondendo alla domanda che riguardava gli orientamenti politici, la maggioranza si è dichiarata democratica (31 percento), socialdemocratica (10 percento), o comunista\di sinistra (13 percento). Si aggiunga che molti rappresentanti della classe media, impiegati del settore pubblico e pensionati hanno partecipato ai meeting.

La tattica della Sinistra.

Fin dall’inizio la Sinistra – il Fronte di Sinistra, il Movimento Socialista Russo, gli anarchici e altri -  ha giocato un ruolo importante nel corso degli avvenimenti.  A San Pietroburgo i militanti del MSR hanno preso la parola nelle assemblee pubbliche e hanno fatto parte del coordinamento organizzativo. A Mosca un rappresentante del MSR avrebbe dovuto parlare il 24 dicembre, ma alla fine non ha potuto farlo a causa delle manovre dei liberali. In parecchie regioni (Irkutsk, Perm, Novosibirsk, Kaluga, Yaroslavl) il MSR è stato tra gli organizzatori e i suoi rappresentanti hanno parlato nel corso delle assemblee pubbliche.

Sin dall’inizio, noi del Movimento Socialista Russo abbiamo sostenuto , nel corso delle assemblee di massa, la necessità della più stretta collaborazione possibile tra tutte le rappresentanze della Sinistra anticapitalista, per una tattica comune, per la formazione di ciò che noi definiamo Polo di Sinistra.

A partire dal 5 dicembre 2011 abbiamo assunto un ruolo attivo nelle assemblee permanenti dei gruppi di sinistra, dove discutiamo la situazione e coordiniamo le nostre iniziative. Il Fronte di Sinistra, gli anarchici, i Comunisti di Russia (una frazione del PCFR), il Partito Comunista Operaio e  altre organizzazioni vi partecipano insieme a noi.

L’orientamento comune prioritario sta nella creazione di spazi alternativi all’interno dei meeting e nel conquistare posizioni all’interno del dibattito nelle assemblee. Il 24 dicembre, a Mosca il MSR aveva uno stand per l’esposizione delle sue pubblicazioni e ha organizzato un gruppo di lavoro per creare caratelli e striscioni al quale poteva partecipare chiunque lo desiderasse. Un microfono aperto era a disposizione di tutt*. C’era anche uno stand tematico contro la privatizzazione dell’istruzione animato dall’Unione degli insegnanti e da gruppi di studenti. Anche gli anarchici avevano il loro microfono aperto.

Il futuro.

È scontato che dopo il 24 dicembre[2] ci dobbiamo aspettare un temporaneo calo delle mobilitazioni del movimento,dovuto all’inverno russo e alle feste di fine d’anno. In ogni caso chiunque capisce che le elezioni presidenziali del 4 marzo saranno decisive e che sono assai prossime.  Putin tenterà di rimanere al potere vincendole al primo turno, ma per farlo ha bisogno di ottenere il 50 percento dei voti. Dato che la sua popolarità è in caduta libera, pare scontato che la sua sola possibilità stia in una massiccia manipolazione dei risultati elettorali. La prossima manifestazione di massa è stata convocata per il primo febbraio, data d’inizio della campagna presidenziale.

Noi intendiamo proseguire nel lavoro di consolidamento del MSR (che può già contare su uno straordinario afflusso di nuovi membri) così come nelle trattative per la formazione di un fronte unito delle organizzazioni di sinistra, che si allarghi in particolare al Fronte di Sinistra e ad altri soggetti. I nostri punti fondamentali di un programma d’offensiva  per le  elezioni presidenziali sono: non un voto per Putin; per il controllo popolare sulle elezioni; per un programma sociale (contro le privatizzazioni e le misure d’austerità, controllo sui grandi capitali e sulle risorse naturali),per lo sviluppo di mobilitazioni di massa come condizione necessaria per un cambiamento del sistema.

 

Traduzione di Bruno Demartinis

 

 

 



[1] Il Movimento Socialista Russo si è formato nel 2011 in seguito alla fusione tra Vpered (Avanti, sezione russa della Quarta Internazionale) e  Sotsialisticheskoye Soprotivleniye (Resistenza Socialista).

[2] Il Natale ortodosso in base al vecchio calendario cade il 7 gennaio [NdT]