Movimento Operaio

La pagina di Antonio Moscato

  • Full Screen
  • Wide Screen
  • Narrow Screen
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size
Attualità e Polemiche --> L'America Latina --> Evo riprende l’iniziativa

Evo riprende l’iniziativa

E-mail Stampa PDF

Evo Morales riprende l’iniziativa

 

Continua a muoversi qualcosa in America Latina: Evo Morales, anche se deve fronteggiare dure proteste di medici precari, infermieri e studenti di medicina da un lato, degli indigeni e degli ambientalisti in lotta contro le strade che devastano la foresta, ha fatto un gesto importante colpendo ancora i capitali spagnoli. Un gesto simbolico. Vedremo se il gesto rimarrà simbolico, come è stato per la "nazionalizzazione" della Repsol, che si è spostata in altri settori della Bolivia dove sfrutta ingenti riserve di gas, o getterà le basi per una effettiva indipendenza.

Contemporaneamente Hugo Chávez ha promulgato la nuova Ley Orgánica del Trabajo, in preparazione da anni e su cui era stata promossa una larga consultazione di lavoratori. È stato confrontato con il nostro Statuto dei diritti dei lavoratori. Ne parleremo ancora.

(a.m. 3/5/12)

 

 

Bolivia - Un atto di forza dietro la spinta

di un’ondata di proteste

Pablo Stefanoni
Speciale Clarin, La Paz, 2-5-2012

http://www.clarin.com/

 

Da quando il 1° Maggio del 2006 aveva occupato con l’esercito giacimenti di gas e petrolio e costretto le imprese straniere a rinegoziare i loro contratti, quasi ogni giorno di lavoro successivo Evo Morales ha nazionalizzato qualche azienda per consolidare i suoi progetti di «recupero statale delle risorse naturali e dei servizi essenziali». E il 1° maggio di quest’anno questo repertorio simbolico si è ripetuto con l’occupazione militare dell’azienda elettrica Trasportadora de electricidad.

Ancorché simili nazionalizzazioni fossero andate perdendo forza per la loro prevedibilità e per il peso decrescente delle società “recuperate”, quest’anno la misura ai danni di capitali spagnoli ha accresciuto il proprio impatto, in seguito alle ripercussioni della statalizzazione delle azioni della Repsol in Argentina.

Evo Morales sta affrontando proprio in questi giorni un’ondata di conflitti sociali, l’ultima espressione dei quali è stato lo sciopero dei medici – con digiuni collettivi e “crocifissioni” – per respingere la decisione governativa di prolungare la giornata lavorativa da 6 a 8 ore. Dal Palacio Quemado si è deciso di battere quello sciopero su tutta la linea, onde evitare ulteriori proteste.

La crescita del numero di conflitti ha portato con sé immagini scomode della “vecchia Bolivia”, con disabili che si scontrano con la polizia mentre rivendicano un “buono sociale”; popolani che linciano presunti delinquenti attaccandogli ad esempio cartelli con su scritto “sono un ladro peruviano”; con regioni investite violentemente da conflitti di confine; con gente di El Alto che aggredisce autisti che hanno aumentato le tariffe del trasporto pubblico; e altre manifestazioni di quella che Carlos Toranzo definisce un’anomia statale cronica. Da parte sua, l’analista Fernando Molina ritiene che la conflittualità sociale sia “endemica” in Bolivia, perché lo Stato è padrone della principale ricchezza – il gas – e i settori sociali si contendono in piazza l’accesso a questo tipo di rendite in assenza di posti di lavoro in produzione.

In questo clima di agitazione si è riattivata una nuova marcia in opposizione al progetto governativo, momentaneamente sospeso, di costruzione di una strada che attraversa il territorio indigeno del Parco Nazionale Isiboro Sécure (Tipnis), opposizione che ha il sostegno di vasti settori di ceti medi urbani. Questo conflitto ha indotto Evo Morales ad aggrapparsi al suo vecchio discorso nazionalista e a denunciare le Ong ambientaliste coinvolte nella marcia come «nuovo colonialismo” che tenta di impedire lo sviluppo del paese.

Nonostante tutto, gli incoraggianti successi macroeconomici costituiscono una fonte di legittimazione per il governo. Ad esempio: dal 2005 il reddito pro capite – anche se ancora basso – è duplicato, passando da 1.000 ai 2.000 dollari attuali. A questo vanno aggiunte l’espansione edilizia e la non elevata disoccupazione, che comincia a motivare le lamentele di alcuni dei residenti di La Paz secondo i quali è difficile trovare collaboratrici domestiche tuttofare

Evo Morales non ignora il pragmatismo. Negli ultimi anni si è avvicinato al mondo imprenditoriale di Santa Cruz mentre decapitava i governatori di opposizione (soltanto il governatore di Santa Cruz resta come ricordo di quel paese diviso che parve mettere alle corde Morales durante il suo primo mandato). Anche gli imprenditori hanno preso parte ai vertici di valutazione, a fianco di contadini e indigeni del Mas.

A parte il logoramento di Morales, evidente nelle grandi città, va detto che i critici che si separarono dalla linea ufficiale chiedendo un “rinnovamento del processo di cambiamento” da sinistra, non hanno ottenuto maggiore influenza, e le opposizioni di centrosinistra e di centrodestra sono ancora molto deboli per vagheggiare di sconfiggerlo nel 2014, quando Evo tenterà la propria rielezione forzando l’interpretazione della nuova Costituzione.

 

Traduzione di Titti Pierini



You are here Attualità e Polemiche --> L'America Latina --> Evo riprende l’iniziativa