Movimento Operaio

La pagina di Antonio Moscato

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Si comincia da Bergamo…

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Si comincia da Bergamo…

A Bergamo l’allontanamento forzato di Eliana Como, una dirigente importante della FIOM, che rappresenta tra l’altro l’area della Rete  28 aprile, ha suscitato vivaci proteste. Riporto da Il megafonoquotidiano un comunicato di un folto numero di delegate e delegati della zona in cui Eliana operava, firmato anche da diversi altri quadri e delegati di fabbrica, aggiungendo un mio commento.

La misura non riguarda solo una compagna stimata e combattiva, ma rappresenta un allarme per tutta la FIOM, perché si collega ad altri attacchi al dissenso interno, che si sono moltiplicati da quando il riavvicinamento alla maggioranza “moderata” (cioè legata a filo doppio al PD) della CGIL, ha comportato la rinuncia a continuare la battaglia perché la confederazione mantenga gli impegni presi per lo sciopero generale contro il governo Monti e la sua feroce distruzione del welfare e dei diritti acquisiti dai lavoratori. Tanto più che la CGIL ha scelto con decisione l’unità con CISL e UIL, che sono così spudoratamente filo padronali da fare ricorso, prima di Marchionne, contro la sentenza che prevede il reintegro di 145 operai FIOM di Pomigliano!

Già nell’assemblea dei delegati FIOM di maggio a Montesilvano, il tentativo di un delegato di inserire nella mozione finale un riferimento allo sciopero generale, era stato rifiutato dalla presidenza con modi arroganti, invitandolo a presentare un’altra mozione per conto suo.

L’ultimo Comitato centrale del 4 e 5 luglio è stato dedicato in gran parte a un attacco concentrico a Sergio Bellavita, considerato evidentemente da alcuni un corpo estraneo nella segreteria, e a cui sono state incredibilmente messe in conto le proteste, a volte esasperate, di alcuni lavoratori nei confronti dello stesso segretario generale. La reazione spontanea di una parte notevole dei membri del comitato centrale a una serie di interventi - evidentemente concertati - che aprivano il fuoco sull’eretico, aveva impedito che si arrivasse in quella sede a una soluzione definitiva di esclusione di Bellavita, mettendo al suo posto un esponente della corrente camussiana, che al congresso non aveva voluto accettare l’elezione in una segreteria considerata “estremista", e forse anche di un esponente della docile corrente di "opposizione di sua maestà", “Essere sindacato”. Vedremo cosà accadrà nell’imminente Comitato centrale dedicato ai problemi di organizzazione…

Avevo già segnalato in Venti di guerra nella FIOM che “l’avvicinamento di Landini, Airaudo, ecc. alla maggioranza della CGIL (…) ha portato a manifestazioni di insofferenza nei confronti delle contestazioni, ma anche della stessa opposizione interna, che va sostenuta e difesa da ogni tentativo di criminalizzazione”.

Ma ora siamo al dunque. Il trasferimento di Eliana Como in un ufficio lontano dai lavoratori a cui ha dedicato anni di lavoro, è probabilmente la prova generale di altre misure che indeboliranno la stessa FIOM, provocando delusione e stupore tra i lavoratori, che si domandano se è possibile che si dedichino tante energie alla caccia agli intransigenti, e così poche alla battaglia contro padronato e governo. Era la sensazione di molti, dopo il Comitato centrale del 4/5 luglio…

Forse è possibile fermare in tempo questa corsa all'omologazione con la maggioranza della CGIL, anche se non è facile. Quando si comincia a fare una politica diversa da quella auspicata dai lavoratori, e su cui si è costruita una straordinaria resistenza, diventa logico un irrigidimento autoritario e il ricorso alle misure disciplinari per colpire chi dissente, tanto più se lo fa in nome della politica votata dal congresso e non applicata dal gruppo dirigente.

(a.m. 16/7/12)

Cosa succede alla Fiom di Bergamo? da Il megafonoquotidiano

 

Pubblichiamo di seguito il comunicato stampa dei delegati FIOM di Same, Brembo, Piaggio e altre aziende del bergamasco, che denunciano l'allontanamento forzato della dirigente Fiom Eliana Como, esponente della sinistra interna.

 

Come delegati Fiom-Cgil di Ponte San Pietro, insieme a quelli di altre fabbriche di Bergamo tra cui Same e Brembo e della Piaggio di Pontedera, ribadiamo la nostra totale contrarietà al trasferimento forzato di Eliana Como a Roma e denunciamo il fatto che in questa vicenda si stia andando avanti con forzature amministrative, senza ascoltare il suo parere (cosa peraltro prevista dal regolamento della Cgil) né tanto meno il nostro.

Martedì 10 luglio, senza che nessuno di noi fosse avvisato, il segretario generale di Bergamo ha inviato a tutte le fabbriche della zona un fax in cui dichiara che “dalla data odierna il funzionario di riferimento per la vostra azienda è il signor G. Belometti. La presente sostituisce ogni altra comunicazione in merito”. Questo fatto è gravemente irrispettoso del nostro ruolo di delegati. La Fiom in quelle fabbriche siamo prima di tutto noi.

Nella stessa giornata la segretaria organizzativa della Fiom di Bergamo ha inviato una bruttissima mail a Eliana nella quale le si dice che “oggi inviamo alle aziende della tua zona la comunicazione che il funzionario di riferimento per la Fiom - Cgil di Bergamo diventa Belometti Gian Luigi. Appena disponibile l'addetto dell'ufficio informatica il computer Fiom in tuo uso verrà abilitato per poter essere usato da Gigi. Entro venerdì 13 luglio devi consegnare, in Fiom a Bergamo, il telefono e l'automobile intestati alla Fiom di Bergamo”. E’ vergognoso che una compagna sia trattata in questo modo. Chiediamo innanzitutto rispetto.

Mercoledì 11 luglio, noi delegati abbiamo inviato al segretario generale nazionale e di Bergamo 850 firme di lavoratrici e lavoratori delle fabbriche di Eliana che chiedono che lei resti a Bergamo.

Ricordiamo che la Fiom-Cgil non è di proprietà esclusiva dei segretari generali. La Fiom-Cgil è anche nostra e soprattutto degli iscritti. Siamo noi e i nostri colleghi a chiedere che sia fatto un passo indietro e che Eliana Como resti a fare la sindacalista nel nostro territorio. Dobbiamo evitare che ci sia una caduta della Fiom nel territorio visto che molti lavoratori hanno già minacciato di dare la disdetta della tessera se Eliana verrà allontanata.

Per il segretario generale di Bergamo proseguire per questa strada sarebbe un segnale di fortissima debolezza e la dimostrazione che non sa ascoltare né i delegati né gli iscritti e che non vuole essere il segretario di tutti. Crediamo e auspichiamo che ciò possa essere evitato.

I delegati e le delegate FIOM della zona di Eliana*, i delegati FIOM di Same, Brembo, Piaggio e altre.

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Appendice

Il primo tentativo di trasferire Eliana Como era stato fatto in giugno e aveva provocato già questa reazione da parte della RSU Piaggio di Pontedera

A tutte le RSU FIOM

La recente decisione del Segretario Provinciale della FIOM di Bergamo e del Segretario nazionale della FIOM di trasferire a Roma Eliana Como contro la sua volontà, mettendo fine al suo lavoro in provincia di Bergamo, richiede a nostro avviso una attenzione e una reazione adeguata da parte di tutti i delegati e gli operai militanti.

Eliana Como fa parte di una realtà di militanti sindacali che hanno saputo sviluppare, alla SAME e in diverse altre fabbriche in provincia di Bergamo, un’iniziativa e un movimento di lotta fra i più significativi a livello nazionale, che ha ottenuto risultati importanti nei posti di lavoro e ha dato un grande contributo alle lotte in difesa del Contratto Nazionale, dei lavoratori FIAT, delle pensioni e dell’Art.18. e che in quelle fabbriche ha reso la FIOM il sindacato di riferimento per la grande maggioranza dei lavoratori.

Rimuovere Eliana dal suo incarico rappresenta un netto indebolimento di quella realtà operaia e sindacale, nel momento in cui si trova in prima fila contro la vasta e brutale offensiva dei padroni e del Governo, rappresenta un favore alle forze che vogliono schiacciare il movimento operaio o ridurlo al silenzio se non all’assenso a una politica economica e sociale ferocemente antioperaia.

Come possono i dirigenti nazionali della FIOM avallare e sostenere un atto che, nel pieno di una battaglia difficile, colpisce un’esperienza che è un modello e un punto di forza per la difesa degli obiettivi e dei principi che la FIOM riconosce come fondamentali e inderogabili?

Un atto che i compagni di Eliana e i lavoratori coinvolti giudicano come un trasferimento politico, un’epurazione voluta da una struttura provinciale che non è nuova ai tentativi di bloccare le loro iniziative.

E che a noi della Piaggio non sembra molto lontano dall’operazione con cui nel 2004 le strutture provinciali e regionali tentarono la nostra espulsione dalla CGIL.

Per noi, la difesa di Eliana Como rappresenta una discriminante, sempre più attuale e decisiva, tra chi si sta battendo per sviluppare e unificare le lotte dei lavoratori sui loro interessi fondamentali, nelle singole fabbriche come sul piano nazionale e chi ha di fatto accettato per le organizzazioni sindacali un ruolo di impotenza e di subalternità.

Alla compagna Eliana va la nostra totale solidarietà e tutto il nostro appoggio nella battaglia sua e dei suoi compagni.

10 giugno 2012

 

RSU FIOM PIAGGIO

Pontedera

 

 



Tags: FIOM  CGIL  Landini  Bellavita  Eliana Como