Eterno come il Vaticano…

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Un caro compagno cubano, di cui per evidenti ragioni non faccio ora il nome, usava dire che tra gli errori del gruppo dirigente del suo paese il più grave era l’aver creduto che il Cremlino fosse eterno come il Vaticano. Aveva ragione ma non immaginava certo quanto quella battuta sarebbe diventata ancora più attuale.
La Chiesa cattolica indubbiamente ha una direzione collettiva efficiente e basata su una rete di osservatori presenti praticamente in ogni paese del mondo. Ma ha anche una capacità di riflettere collettivamente e di scegliere i suoi vertici in base a criteri lungimiranti di efficienza. Per questo in un momento cruciale per l’Europa aveva scelto un papa polacco, cioè proveniente dall’unica area del mondo in cui, come sottoprodotto indiretto della profonda crisi endogena del “socialismo reale”, la Chiesa cattolica non era in crisi ma aveva acquistato una forza che non aveva mai avuto in passato.  Per un bilancio critico del pontificato di Giovanni Paolo II, si veda sul sito il Dossier: Il "papa della pace"?   

 

Oggi il gesto di Benedetto XVI, le sue dimissioni spontanee, può attrarre simpatie alla Chiesa in molti paesi (come l’Italia) in cui da decenni si spartiscono il potere vecchi politicanti screditati e inamovibili. Ma certo può avere un effetto particolare a Cuba, dove un gruppo dirigente mediocre e con un età media superiore agli ottanta anni aveva chiesto aiuto a una gerarchia cattolica locale duttile e tenace, ma pur sempre conservatrice, che non mancherà ora di presentare il suo conto.

E non c’è da stare tranquilli: una “transizione” pilotata dalla gerarchia della Chiesa cattolica rischia di riportare Cuba verso un passato non rassicurante.

(a.m. 11/2/13, ore 12,30)


 



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