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Attualità e Polemiche --> Medio Oriente e mondo arabo-islamico --> Lo Stato d’Israele e gli ebrei neri

Lo Stato d’Israele e gli ebrei neri

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Un articolo di Emanuele Midolo riporta la denuncia apparsa sulla stampa israeliana democratica sulla sterilizzazione di donne appartenenti alla comunità ebraica africana: una conferma che la politica di oppressione coloniale dei palestinesi ha ripercussioni morali su Israele.

Gli ebrei africani, che erano stati incoraggiati con ogni mezzo a “rifugiarsi” in Israele, sono stati poi variamente discriminati, come quelli provenienti dallo Yemen o dall’Iraq. Discriminati nel lavoro, tenuti il più possibile a distanza, ma considerati con sospetto anche dalla maggior parte dei rabbini, perché il loro ebraismo era molto diverso da quello formatosi in età moderna in Europa, perché era rimasto legato alla lettera dei precetti della Torah. Erano stati attratti in Israele per contenere la costante diminuzione demografica, dovuta all’emigrazione “temporanea” (ma di fatto permanente) di un gran numero di cittadini israeliani e alla più alta natalità dei palestinesi con cittadinanza israeliana, ma imbarazzavano per le abitudini diverse (comprese le mutilazioni genitali femminili) e soprattutto per il colore della pelle che ricordava che prima della formazione dello Stato d’Israele il cosiddetto “popolo ebraico” era un mosaico di etnie diverse, unite solo dalla stessa religione sia pure con prescrizioni diverse condizionate dall’ambiente circostante. Religione abbracciata in genere in seguito a conversioni, unica spiegazione del colore della pelle diverso in Etiopia, in India o in Cina. Rinvio su questo a un mio ampio scritto complessivo: Ebrei e palestinesi nella storia: miti e realtà, e ad altri articoli sul sito come L'invenzione del popolo ebraico.

Contrariamente a quanto afferma a ogni piè sospinto Giorgio Napolitano, grande “amico di Israele” non meno di Silvio Berlusconi (che ha effettivamente ragione a dire - per rintuzzare le critiche alla sua apologia di Mussolini – di essere molto apprezzato da Netanhiau: solo che non c’è contraddizione, anche il fascismo e lo stesso Mussolini, prima delle leggi razziali, appoggiarono attivamente gli estremisti sionisti in chiave antibritannica e antiaraba) non è vero che l’antisionismo sarebbe una variante e un mascheramento dell’antisemitismo: non solo molti ebrei in Europa e nel mondo, e una non insignificante minoranza anche in Israele, sono antisionisti, ma il sionismo era del tutto assente non solo tra i falashà, ma anche tra gli ebrei del medio oriente, che erano perfettamente integrati da secoli prima che le guerre di conquista della Palestina scavassero un solco profondo tra etnie e religioni, e incoraggiassero i regimi arabi reazionari a utilizzare il conflitto per impossessarsi dei loro beni e sospingerli verso Israele. D’altra parte il sionismo negli anni Trenta era un movimento del tutto minoritario anche in tutta l’Europa, Polonia compresa: fu Hitler a creare le condizioni che permisero al sionismo di diventare egemone.

Le sterilizzazioni forzate (perché effettuate a loro insaputa) di donne appartenenti a minoranze non gradite, sono purtroppo un fenomeno diffuso, dall’Australia all’Europa centrorientale (nei confronti delle donne rom). Ma in Israele sono una logica conseguenza dell’ideologia razzista che è diventata nel corso degli anni il cemento usato dalla destra dominante per consolidare il suo potere, con viva preoccupazione anche di settori ebraici non esplicitamente antisionisti.

Riporto qui di seguito un interessante articolo di attualità di Emanuele Midolo pubblicato su www.agoravox.it. (a.m. 1/2/13)

 
 

Lo Stato d’Israele accoglie gli ebrei neri d’Etiopia solo dopo averli "resi sterili"

Un articolo di Emanuele Midolo da http://www.agoravox.it/

Sono anni che il sospetto si era fatto avanti, prima tra specialisti e sociologi poi, a poco a poco, anche nell'opinione pubblica israeliana. Lo scorso dicembre le accuse di un programma di approfondimento della televisione israeliana IETV (Israel Educational Television), "Vacuum", avevano destato scandalo.

Ora la notizia è stata confermatada un membro del governo israeliano (anonimo, naturalmente): un numero imprecisato di donne etiopi di religione ebraica, "accolte" nello stato d'Israele secondo la "Legge del ritorno" varata nel 1950, sarebbero state rese sterili con un anticontraccettivo di lunga durata: il Depo-Provera.

È quanto riporta un blog del sito francese Mediapart, che cita l'inchiesta condotta dal quotidiano israeliano Haaretz. Oltre quaranta ebree etiopi avevano raccontato ai giornalisti di "Vacuum" come - mentre attendevano il trasferimento dai "campi di transito" in Etiopia - erano state avvicinate da assistenti sanitari israeliani; questi le avevano poi riunite in quelli che Haaretz definisce "family planning workshops", dove erano state costrette a farsi iniettare il contraccettivo

"Ci dissero 'se non lo fate non potrete andare in Israele e non sarete neppure ammesse nel Joint (L'American Jewish Joint Distribution Committee, un programma internazionale di asssistenza sociale al popolo ebraico, Ndr), non avrete assistenza sanitaria'. Avevamo paura... Non avevamo scelta. Senza di loro e senza il loro aiuto non avremmo potuto lasciare il campo. Quindi accettammo l'iniezione. Solo la loro autorizzazione ci avrebbe permesso di partire"

È la drammatica testimonianza di una donna etiope, Emawayish, che insieme ad altre decine di connazionali ha lasciato il paese di origine nel 2005. 

 

Il medrossiprogesterone acetato, come riporta Wikipedia, è "un progestinico a lunga durata d'azione che viene utilizzato come contraccettivo orale. È commercializzato in Italia con il nome di Provera/Depo-Provera (Molecola di ricerca Upjhon poi acquista da Pfizer)"; "in alcuni Paesi è utilizzato per effettuare la castrazione chimica degli stupratori". 

Un semplice contraccettivo quindi? Non esattamente: "il suo uso comporta alterazioni mestruali tali da ritardare, nel caso di cessazione dalla somministrazione, il recupero della fertilità", sebbene "non esistono studi che confermino attualmente una possibile sterilità da post-trattamento". Il Depo-Provera, come riporta Le Monde, non viene utilizzato, in genere, che in ultima istanza, solamente nel caso in cui non sia possibile utilizzare altri metodi contraccettivi.

 

Il tasso delle nascite, nella comunità etiope d'Israele si è ridotto del 20 percento in 10 anni. Ora sappiamo per quale motivo. Ma perché le autorità israeliane hanno somministrato in massa un medicinale potenzialmente dannoso (essendo un emocoagulante, il Provera può provocare trombi ed embolie, oltre ad accelerare il processo di osteoporosi) a delle donne che intendeva accogliere all'interno della propria comunità?

 

Jonathan Cook, del The National, ricorda come negli ultimi anni siano venuti alla luce numerosi episodi di razzismo ai danni della minoranza etiope, il che aiuta a capire il contesto in cui sono state operate le sterilizzazioni di massa.

"Nel 2006 si è finalmente ammesso che, per anni e anni, tutte le loro [degli etiopi, Ndr]donazioni di sangue sono state rifiutate per paura che potessero essere contaminate da chissà quali malattie. Esistono anche denunce continue di ragazzi etiopi respinti da questa o quell'altra scuola, oppure obbligati a frequentare classi separate. A novembre, un'indagine condotta sulle professioni più comuni ha mostrato come il 53% dei datori di lavoro preferisca non assumere gli etiopi"

I cittadini di origine etiope, nello Stato di Israele, sono più di 120mila. L'ebraicità di questi "ebrei neri" è costantemente messa in discussione dalle frange più ortodosse della popolazione. Con il risultato paradossale di assistere a casi del genere, dove la parola "razzismo" non rende l'idea di quanto in là possano spingersi le autorità di un Paese che si reputa "moderno", "tollerante" e "democratico".

di Emanuele Midolo mercoledì 30 gennaio 2013 da www.agoravox.it/



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