Movimento Operaio

La pagina di Antonio Moscato

  • Full Screen
  • Wide Screen
  • Narrow Screen
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size
Attualità e Polemiche --> All'ordine del giorno... i commenti a caldo --> VERTICE ITALIA-FRANCIA, OLTRE IL TAV

VERTICE ITALIA-FRANCIA, OLTRE IL TAV

E-mail Stampa PDF

Più soldi alle imprese, più spese militari, più soldi per Frontex

di Gippò Mukendi Ngandu

da Sinistra Anticapitalista

 

Mercoledì 20 novembre si è svolto in una Roma blindata, presso Villa Madama, il 31° vertice Italia-Francia. Tra gli obiettivi principali vi era, come è ben risaputo, la sigla dell’accordo sulla realizzazione della linea ad alta velocità Torino-Lione, ma non solo. L’incontro di ieri, infatti, è stato qualcosa di più di un semplice vertice bilaterale. Nei fatti si è trattato di un consiglio dei ministri congiunto; il presidente francese Hollande e il presidente del consiglio Enrico Letta erano accompagnati rispettivamente da ben 11 ministri, mentre a Campo de’ Fiori, manifestavano un folto gruppo di No Tav e di esponenti dei movimenti per la casa.

L’Italia e la Francia, d’altro canto, sono l’una per l’altra il secondo partner economico. Il sito dell’ambasciata francese in Italia ricorda alcuni dati: tra i due paesi ci sono 200 milioni di euro di scambi al giorno [http://www.ambafrance-it.org/Economia-e-Commercio]. La Francia è il secondo investitore in Italia: 1/5 degli investimenti internazionali in Italia (39 miliardi di euro) è di provenienza francese. L’Italia è il secondo investitore europeo in Francia, dopo la Germania, e il terzo al mondo.

Sul Fronte Tav, non vi è stata alcuna novità. Il giorno prima, il senato francese, aveva approvato il progetto di legge che autorizza l’accordo franco-italiano del gennaio 2012 per la realizzazione e lo sfruttamento di quella che dovrebbe essere la nuova linea ferroviaria. Nella dichiarazione congiunta si legge che “ i due governi considerano la nuova linea Lione-Torino un cantiere aperto in cui sottolineano il carattere prioritario della realizzazione”. Peccato che manchino i soldi per l’avvio vero e proprio del cantiere. Lo sforzo d’ora in poi sarà, infatti, quello di “ adottare sin da questo momento tutte le misure necessarie per ottenere il co-finanziamento comunitario ed in particolare a presentare nel 2014 alla Commissione una domanda congiunta per ottenere il sostegno europeo al tasso massimo per il periodo 2014-2010”. Nel frattempo i due governi proseguono imperterriti con le politiche di austerità e i tagli ai servizi sociali, sanità e scuola.

Il si francese all’accordo sulla Torino-Lione non deve stupire. In Francia, d’altro canto, le ragioni dei No Tav non hanno fatto ancora breccia a livello di massa. Durante il vertice svoltosi l’anno scorso a Lione, sempre a Novembre, un ingente schieramento di Crs impedì il contatto tra la cittadinanza lionese e i mille manifestanti No Tav, letteralmente ingabbiandoli in una piazza decentrata della città. Ad accoglierli vi era uno sparuto gruppo di anarchici, alcuni militanti del Npa, l’unica forza politica che si dichiara apertamente contro la grande opera, mentre i principali partiti che formano il Front de gauche come il Pcf sono favorevoli. Nell’ultimo periodo si assiste, al contrario, ad un ripensamento di alcuni settori ecologisti che hanno votato contro in senato denunciando l’inutilità e i costi dell’opera.

 Non solo Tav. Più soldi alle imprese

Letta ha sostenuto col suo solito linguaggio mellifluo che Francia e Italia lavoreranno “ affinché la legislatura 2014-2019 si lasci alle spalle quella dell’austerità e della crisi”. Nel frattempo gli atti concreti vanno in tutt’altra direzione. Letta ha varato la legge “dell’instabilità e della ingiustizia”, una legge che contiene cospicui regali alle imprese e ai padroni, nuovi tagli alla spesa pubblica e nessun intervento sulle grandi ricchezze e i profitti. Oltr’Alpe, Hollande, coadiuvato dal primo ministro Ayrault, ha varato una nuova riforma delle pensioni che mina a distruggere una delle conquiste sociali ottenute dal movimento operaio francese e una legge finanziaria che va incontro alle esigenze del Medef, la Confindustria francese.

Vuote e generiche sono le dichiarazioni in materia di lavoro e occupazione. I due paesi hanno deciso di creare una task force che comprende i ministri dell’Economica e del Lavoro . Dai nomi di coloro che la compongono, Saccomanni e Moscovici, Giovannini e Sapin si può scommettere che arriveranno nuove proposte che sovvenzionano le imprese. Occorre ricordare che anche nella Francia “socialista” le sovvenzioni alle imprese sono cresciute in un anno di più di 200 miliardi.

 Più spese militari

Tra i temi trattati spicca quello in materia di armamenti. In questo campo i due paesi sono partners di lunga data. L’Italia è il primo partner industriale militare della Francia e nel frattempo è stato creato un Comitato bilaterale, chiamato “armamento”, tra i direttori nazionali dell’armamento e i capi di Stato maggiore dell’esercito francese e italiano preposto a consolidare questo partenariato. Entrambi hanno, inoltre, preso parte e partecipano tuttora a diverse iniziative sotto l’egida delle Nazioni Unite (Libano), dell’Alleanza Atlantica (Afghanistan, Kosovo, Libia) o dell’Unione Europea (Mali, Corno d’Africa, Ciad).

Il capitolo armamento riguarda soprattutto lo sviluppo della difesa terra-aria e la difesa antimissile con il missile ASTER, il sistema radio software (ESSOR) ed il settore spaziale (comunicazioni e osservazione).

Dopo aver sviluppato l’esperienza dell’elicottero NH90 assieme alla Germania e all’Olanda, i due paesi stanno cercando di rafforzare la capacità di rifornimento nel volo aereo e la gestione comune dei pezzi di ricambio delle fregate Horizon e Fremm, due navi che sono considerate il fiore all’occhiello delle flotte francesi e italiane. Nella dichiarazione si legge, inoltre, che “ i droni costituiscono una capacità chiave e un progetto prioritario per la cooperazione europea.”

In ambiente aerospaziale, la francese Ariane-space ha firmato durante il vertice una commessa per Elv, la società di Colleferro gestita da Avio (70%) e Agenzia spaziale italiana (30%): l’ordine di acquisto dei componenti a lungo giro di approvvigionamento necessari alla produzione di lanciatori Vega, concepito per quelle applicazioni che in Europa vengono chiamate Global Monitoring for Environment and Security. Nel 2014 è previsto, inoltre, il lancio di due progetti: Athena-Fidus, progetto di forniture di servizi di telecomunicazioni a banda larga e il progetto SICRAL, complemento di capacità in materia di telecomunicazioni militari, assicurate dagli italiani.

In un sistema come quello capitalista, in cui la violenza militare è uno dei fattori determinanti nella riproduzione dei rapporti sociali e nell’appropriazione delle ricchezze, il capitolo spese militari è quindi diventato centrale.

 Più soldi per Frontex

In materia di immigrazione e di “controllo delle frontiere esterne” prevale la logica securitaria. I due paesi vorrebbero trasformare il Mediterraneo in una zona sempre più militarizzata:“sostengono la necessità di una strategia europea per le frontiere meridionali dell’Unione, che preveda una fase di controllo delle frontiere esterne dell’Ue attraverso un potenziamento delle attività operative dell’Agenzia Frontex”.

I ministri degli interni Alfano e il rispettivo francese, Valls collaboreranno per rafforzare quell’Europa fortezza che ha già mietuto molte vittime, cosa che del resto l’Italia sta già facendo con l’operazione “Mare nostrum”, così come la Francia “socialista” attraverso una politica securitaria anti rom in continuità con quella di Sarkozy.

 Al di là della Kermesse e delle foto di rito,questo 31° vertice ci fornisce alcune indicazioni. Dalla dichiarazione congiunta si delinea un’Europa in assoluta continuità con le politiche di austerità gestite dalla Troika (Fmi, Bce e Commissione Europea). Inoltre, emerge marcatamente la natura sempre meno sociale e sempre più liberale delle forze socialiste e di centro sinistra. Esse si pongono sempre più al servizio degli interessi delle classi dominanti. Le loro politiche stanno minando l’esistenza di milioni di persone ed alimentano la disillusione nella speranza di un reale cambiamento sociale e politico. Così facendo rischiano di aprire la porta all’estrema destra. In Francia il Front National è dato in costante crescita. In Italia prevale ancora il clima di disaffezione generale nei confronti della politica che si è diretto in parte verso il M5stelle, la cui linea politica è, tuttavia, piuttosto ambigua e non aiuta di certo le lotte sociali. Sarà così in futuro?

Certamente fa ben sperare la nuova fase di fermento sociale si è aperta con lo sciopero generale convocato dai sindacati di base e le manifestazioni del 18 e 19 ottobre scorsi. Le manifestazioni di Susa e di Napoli costituiscono un altro segnale positivo così come la piazza di ieri che allude alla possibilità di unire le mobilitazioni contro le politiche di austerità e di devastazione dei territori. [Aggiungerei anche una segnalazione della straordinaria mobilitazione di Genova, arrivata al terzo giorno: Straordinario sciopero di massa dei tranvieri genovesi] L’unità delle lotte fatica, tuttavia, a realizzarsi compiutamene, mentre si avverte più che mai necessaria la costruzione di un movimento su scala internazionale per rigettare il ricatto del debito, i programmi della Troika e della commissione europea.



Tags: Tav  Francia  Hollande  Letta  spese militari  

You are here Attualità e Polemiche --> All'ordine del giorno... i commenti a caldo --> VERTICE ITALIA-FRANCIA, OLTRE IL TAV