Movimento Operaio

La pagina di Antonio Moscato

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Attualità e Polemiche --> L'America Latina --> Verso dove potrebbe andare il Venezuela?

Verso dove potrebbe andare il Venezuela?

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Guillermo Almeyra

 http://www.jornada.unam.mx/

 

Stando al governo e ai suoi portavoce esteri, il Venezuela si troverebbe di fronte in questo momento a un tentativo di colpo di Stato fascista e filoimperialista. Secondo i conservatori del mondo intero e la stampa del grande capitale, ci troveremmo di fonte a legittime proteste democratiche, di massa, duramente represse da una dittatura socialista. La realtà è un’altra.

Un colpo di Stato è impossibile, visto che l’esercito – compreso il settore più conservatore dello stesso e i militari facenti parte della “boliborghesia” – sostengono la cosiddetta “rivoluzione bolivariana”, vale a dire un progetto nazionalista e di redistribuzione con l’appoggio popolare, un capitalismo di Stato basato sulla rendita petrolifera e ammantato di retorica socialista, un tentativo di direzione verticista, paternalista e burocratica dell’economia, che cerca di reggere il governo sulla mobilitazione delle maggioranze e tiene conto marginalmente dei profitti dei capitalisti. Anche se, vivo Chávez, il governo cercava di ergersi molto di più al di sopra delle classi fondamentali, ma basandosi sui lavoratori, ancora oggi l’apparato statale, in cui l’elemento più consistente è l’esercito, nonostante le sue svolte e il suo crescente atteggiamento conservatore, continua ad essere nazionalista popolare.

Ciò a cui stiamo ora assistendo è la mobilitazione destabilizzante del settore venezuelano guidato da Leopoldo López, del partito d’opposizione Voluntad Popular [Volontà popolare], strettamente legato al Tea Party, all’estrema destra statunitense e mondiale, all’opposizione colombiana guidata da Alvaro Uribe e ai suoi esponenti militari e paramilitari. Questo settore non accetta la tattica della maggioranza dell’opposizione diretta da Capriles, che riconosce che il governo è legale e gode del sostegno maggioritario, ma spera di raccogliere in un futuro prossimo il malcontento popolare causato dalla carestia, l’inflazione, la carenza di beni e l’insicurezza, modificando i suoi rapporti di forza sociali, applicando demagogicamente un chavismo senza Chávez.

I fascisti diretti da López e finanziati dagli Stati Uniti e da Uribe, non possono aspettare due anni, fino alla tenuta di un referendum di revoca del mandato di Nicolás Maduro (che tra l’altro hanno paura di perdere come hanno perso le precedenti elezioni). Le loro mobilitazioni destabilizzanti cercano di far pressione sulla tendenza conciliante che esiste da un pezzo nelle file governative e sull’ala più conservatrice dei militari per ottenere o un governo di unità nazionale in cui entrino politici filoimperialisti o grandi imprenditori, o un governo tecnico-militare, cosa che, in entrambi i casi, equivarrebbe alla fine della rivoluzione bolivariana. Questi settori fascisti sanno che in seno all’esercito esistono settori appartenenti alla boliborghesia e altri che temono e reprimono il movimento operaio applicando la convinzione stalinista che ogni sciopero operaio autonomo dal governo socialista sia controrivoluzionario e hanno quindi posto fine sparando a quello dei lavoratori della Mitsubishi.

Il governo di Maduro è sconcertato e, tra gli altri errori, è passato dal definire fascisti e agenti di Washington tutti gli oppositori, senza eccezioni - compresi quelli che sono semplicemente conservatori, che vengono ingannati o che protestano per concrete ragioni - a cedere alla pressione dell’ala del chavismo capeggiata dall’ex vicepresidente José Vicente Rangel, una persona molto stimabile ma conciliante, che ha proposto e dato impulso al dialogo praticamente incondizionato con le forze sociali della destra, cui contribuirono settori imprenditoriali, che è stato però respinto dai partiti d’opposizione. L’alternanza tra le minacce e le accuse verbali di Maduro e le indispensabili misure governative volte a separare il centro destra dall’estrema destra toglie autorevolezza al presidente e lascia nell’incertezza politica i settori di base chavisti.

Ovviamente, né gli imprenditori ritengono possibile un colpo di Stato che avrebbe probabilità di successo solo se fosse spalleggiato da un’invasione dalla Colombia o dei marines e che condurrebbe alla guerra civile, dagli esiti molto incerti, in quanto unirebbe la maggioranza dei venezuelani contro gli aggressori, né i lavoratori vogliono questa guerra.

Il negoziato politico quindi si impone, ma non a qualsiasi costo, visto che le conquiste sociali e i germi di potere popolare non solo sono irrinunciabili, ma devono anche essere urgentemente consolidati ed estesi come unica garanzia per la difesa della sovranità popolare e del paese e come unica positiva via d’uscita da questa crisi economica e politica.

I governi del Brasile e di Cuba, in particolare, con l’appoggio di Bolivia ed Ecuador e il debole sostegno argentino e uruguaiano, cercano di aiutare il governo venezuelano a tenere a bada la crisi economica e a resistere alla pressione ufficiale di Washington in favore dell’opposizione ultrareazionaria, ma Maduro, con le sue oscillazioni e le sue dichiarazioni misticheggianti, non è sicuramente una figura popolarissima in questi paesi, dove Chávez poteva invece contare su un grande sostegno. Per colmo, c’è una grave minaccia nel futuro, giacché gli Stati Uniti potrebbero arrivare entro quattro anni all’autosufficienza in fatto di combustibili e non avrebbero perciò più bisogno del petrolio venezuelano.

Pertanto, la garanzia della rivoluzione bolivariana e dell’apertura della strada per procedere versoi il socialismo consiste nella mobilitazione dei lavoratori, nella loro iniziativa autonoma, nello sviluppo di esperienze di potere popolare e nell’alleanza tra questi e i settori più democratici dell’esercito, per far fronte ai tentativi di convergenza tra la vecchia borghesia e la boliborghesia.

Ancora una volta, come nel Cile di Allende negli anni ’70, per consolidare è indispensabile andare avanti.

(traduzione di Titti Pierini)



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