Movimento Operaio

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Un testo di mobilitazione studentesca contro l'INVALSI

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SCUOLA: OBIETTIVI STRATEGICI E MOBILITAZIONE [i]

Quale è l’obiettivo che si deve porre un movimento autenticamente democratico e di sinistra rispetto alla scuola?

L’obiettivo strategico è -come scrivono Marx e Engels nel Manifesto del Partito Comunista- “strappare l'educazione all'influenza della classe dominante”. E’ chiaro che la scuola deve essere pubblica, statale, affinché sia uniforme sul territorio nazionale e adeguatamente finanziata: l’istruzione va tolta ai privati, che nel sistema capitalistico sono i più ricchi, ovvero alle influenze clericali, affaristiche e di tendenza presenti nel territorio. Statale, ma non governativa, non sotto il controllo del governo che di norma è espressione della classe dominante: come disse Marx in seno alla I Internazionale. Una scuola governata democraticamente da tutte le componenti: in cui l’autonomia significa indipendenza da ogni forma di condizionamento esterno (burocratico, ministeriale e privato), partecipazione, pluralismo e libertà d’insegnamento. Una scuola che non registri la situazione di partenza e non legittimi e non riproduca, attraverso una valutazione punitiva, la retorica meritocratica e la canalizzazione precoce, la stratificazione delle classi sociali e l’ineguale accesso alla conoscenza. La scuola deve essere il più possibile unitaria e il tronco comune il più lungo possibile, perché solo col tempo e con un sostegno prolungato il giovane può emanciparsi dalla situazione socio-economica di partenza.

Una scuola, senza dannosi autoritarismi, con insegnanti qualificati, che preveda un apprendimento interdisciplinare, cooperativo ed inclusivo e la giusta autonomia dello studente affinché comprenda la natura sociale della conoscenza, la sua tradizione culturale e le forze storiche che hanno creato la società esistente e determinato la sua posizione sociale. Uno studente che si ponga con atteggiamento critico rispetto alla società per cambiarla, dato che la scuola pensa-come scrive Gramsci- che “ogni "cittadino" può diventare "governante" e che la società lo pone, sia pure "astrattamente", nelle condizioni generali di poterlo diventare”. Tutte le ricerche indicano che l’equità nella scuola aumenta con la diminuzione della così detta libertà di scelta delle famiglie (della tirannia dei padri sui figli direbbe Mazzini), del numero di alunni per classi e con l’aumento della scuola comune e unitaria.

Tutte queste rivendicazioni possono trovare una base negli artt. 3, 4, 33, 34, 51 della Costituzione.

Il movimento studentesco negli ultimi anni si è battuto per l’istituzione di un biennio unico superiore, l’aumento dell’influenza degli studenti nella scuola, un autentico diritto allo studio, ha criticato l’autonomia scolastica intesa come rafforzamento del potere del preside (non a caso trasformato in dirigente), messa delle scuole in concorrenza, influenzate da finanziamenti privati, la retorica del merito e la riforma Gelmini (quella dell’aumento degli alunni per classe, del voto in condotta, del maestro unico, dei voti numerici sin dalla scuola primaria, del taglio al tempo pieno, alle compresenza e al monte orario complessivo).

Bene, tutte queste rivendicazioni che fine fanno con questa riforma?

-Dirigente scolastico onnipotente che, svolge scelte direzionali e didattiche, -chiama gli insegnanti con incarichi triennali rinnovabili in base alla loro conformità al POF (un prof che sciopera contro l’invalsi quante possibilità avrà di essere assunto e riconfermato?) e individua 3 docenti staff -elabora da solo il piano triennale dell’offerta formativa, sentiti i principali attori economici del territorio -valorizza gli studenti talentuosi con finanziamenti esterni e sponsorizzazioni (premio al merito: un’offesa ai poveri quando la scuola costa: tassa di iscrizione, contributo volontario, libri di testo, ripetizioni, viaggi culturali, un errore perché la scuola deve insegnare cooperazione, gratuità, disinteresse) -assegna la somma per premiare gli insegnanti che ritiene meritevoli per i risultati ottenuti (i programmi del salario per merito, come scrive lo studioso americano Alfie Kohn, di norma sono manipolativi e paternalistici, producono relazioni tese, non influiscono veramente sulle motivazioni, anzi tendono a diminuire le motivazioni intrinseche e sono incapaci di fornire misure di valutazione condivise) -può utilizzare docenti anche per classi di concorso in cui non sono abilitati (attacco alla professionalità e allo studio di chi è abilitato) (artt. 2,7 e 11)

- agevolazioni fiscali per favorire scuole private e differenziare le pubbliche in spregio dell’uguaglianza formale e sostanziale (art. 3 della Costituzione) e della libertà di istituire scuole private “senza oneri per lo Stato” (art. 33) : 5x1000 a singole scuole pubbliche e private, Credito di imposta del 65% per finanziamenti privati alle singole scuole pubbliche e paritarie (school bonus) -400 euro rimborso spese per chi iscrive il figlio alla scuola paritaria fino alla scuola media (premio a chi manda i figli alle private!) (artt. 15, 16 e 17)

-Apprendistato dal secondo anno di scuola superiore (altro che biennio unitario che il PD ha promesso alle ultime elezioni!) e obbligo di alternanza al lavoro nel triennio (200 ore licei, 400 ore istituti) (art. 4)-Partecipazione negli organi della scuola delle componenti della comunità territoriale (art. 21)

-Finanziamenti pubblici alle scuole in base alla congruità del POF con le indicazioni del governo (art. 2)

-Lo statuto autonomo e la regolazione dell’organizzazione interna che può significare che i diritti degli studenti dipendono da scuola a scuola (art. 21)

-Mancata abrogazione della Riforma Gelmini.

E’ chiaro che si tratta di una scuola autoritaria con un forte controllo del governo grazie ai superpoteri assegnati al dirigente scolastico (non a caso citato 35) che però non deve soltanto uniformarsi alle direttive del Ministero, ma garantire la massima diversificazione dell’offerta formativa, in base alla domanda di bisogni dell’utenza e di competenze degli attori economici del territorio e al loro contributo finanziario (anche oggi senza gli incentivi i fondi privati sono fortemente differenziati da regione a regione: mediamente in Lombardia i finanziamenti privati incidono sul 21% delle entrate, in Calabria sul 6%), chiamati a sponsorizzare e influenzare il POF. Una scuola che siccome deve servire le aziende, producendo consumatori e produttori, riproduce al suo interno le logiche dell’azienda.

Una scuola definanziata: il Doc. di econ. e finanza prevede per l’istruzione fondi decrescenti rispetto al PIL: dal 3,9 % del 2009 al 3,3 nel 2030. Significa che la scuola non tornerà mai quella precedente la Gelmini! Ricordo che la media UE e OCSE è attorno al 6%, che questa è la cifra che consiglia l’Unesco, che questo è quello che promise il PD alle ultime elezioni!

Che ruolo ha la valutazione? I docenti devono fare formazione in base ai risultati emersi dai Piani di miglioramento delle scuole di cui al DPR 28 marzo 2013, n. 80 e i dirigenti sono valutati sempre secondo il DPR. Inoltre si prevede “la valutazione dei dirigenti e valorizzazione del merito, anche sulla base dei criteri e modalità adottati da ciascun dirigente scolastico per la scelta dei docenti, nonché in base ai miglioramenti conseguiti dalla scuola con particolare riferimentoalla valutazione degli apprendimenti.” (art. 21) Mentre dovranno essere pubblici i dati dei test Invalsi (art. 14) così da orientare le iscrizioni. In questo modo si rischia di favorire il “teaching to test” e l’apprendimento esclusivo di nozioni e di abilità meccaniche misurabili quantitativamente. Il DPR 80/2013 attribuisce fondamentali poteri all’Invalsi: i piani di miglioramento delle scuole devono variare rispetto ai risultati e a ciò che decide l’INVALSI. Nella legge delega si parla di “revisione degli esami di Stato”: forse commissioni tutte interne (così da non garantire preparazione e favorire paritarie) e test Invalsi alla maturità come prevede la legge 11/1/2007, n. 1? Si tratta di un’idea che non funziona, dato che la scuola finlandese, una delle miglior in termini assoluti e di equità, esclude paga al merito, competizione fra scuole, test standardizzati, numerose bocciature.

Il progetto del governo mina principi della Costituzione antifascista (art. 3, 4, 33, 34, 51) come l’uguaglianza sostanziale e la libertà d’insegnamento, crea scuole di serie A e B, mira all'abolizione del valore legale del titolo di studio, al precariato permanente dei docenti, allo smantellamento del sistema di istruzione pubblico e la sua ristrutturazione in senso aziendalistico per dequalificare e sottomettere la scuola alle potenze economiche dominanti e creare nuove occasioni di profitto. Scuola della competizione fra dirigenti scolastici, scuole, insegnanti e studenti. Buona solo per presidi, privati e private.

Le richieste più sensate che dovrebbero fare studenti e insegnanti sono: decreto su assunzioni di tutti i precari aventi diritto e piano straordinario di edilizia scolastica, discussione serena sul ddl per arrivare ad un cambiamento di tutte le misure peggiorative e cancellare i relitti della scuola di Moratti e Gelmini.

Il 12 maggio può essere un ottima giornata di mobilitazione: boicottare i test INVALSI nelle scuole superiori significa evidenziare il ruolo dell’INVALSI nella riforma della scuola.

Poi tutto il mondo della scuola deve prepararsi a ulteriori mobilitazioni fino ad arrivare al blocco degli scrutini.

 



[i] [Nota del redattore: Questa bozza non è firmata perché ancora in discussione in diverse strutture studentesche di licei e Istituti tecnici delle Marche, ma merita di essere conosciuta come contributo alla discussione. Ne avevo visto una prima stesura, ma questa merita di circolare anche in vista della giornata di domani di mobilitazione contro l’INVALSI. a.m.11/5/15)]

 



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