Movimento Operaio

La pagina di Antonio Moscato

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Attualità e Polemiche --> Imperialismi --> Sempre più in basso, sempre più indietro

Sempre più in basso, sempre più indietro

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Ne ho viste tante in sessanta anni di militanza politica, cominciata esattamente nel lontano 1956, ma non immaginavo neppure di dover vedere un simile trionfo dell’ipocrisia al governo.

Elenco alcune delle ultime “novità” che faccio fatica a digerire: la prima riguarda la legge sulle unioni civili, su cui avevo evitato di scrivere, ritenendola giusta anche se tardiva e reticente. Incredibilmente sono state fatte concessioni simboliche e materiali a un gruppuscolo di politicanti senza voti ma esperti in ricatti, che hanno paralizzato il senato per ottenere non solo la cancellazione dei diritti dei figli inseriti in coppie omosessuali, ma la grottesca abolizione dell’obbligo di fedeltà. Era una buffonata che una legge dello Stato si occupasse dei sentimenti dei cittadini, ma la sua cancellazione conferma l’immoralità di questa banda che in nome dei principi cattolici occupa ministeri delicatissimi come Interni o Sanità. Ed è grottesco che per una legge che non era stata proposta dal governo, Renzi abbia posto la fiducia, al solo scopo di far accettare il consolidamento dell’intesa con Alfano, rafforzata dal manipolo di ascari verdiniani. Il tutto con il triste epilogo delle ambizioni dei Cinque stelle, che hanno usato la sempre più frequente difesa delle procedure per nascondere l’arretramento sui contenuti suggerito dalla coppia Grillo-Casaleggio per pure considerazioni di tattica elettorale, oltre che per l’affinità “culturale” dei due garanti con la destra.

Mentre si discutevano queste rivendicazioni cialtronesche che ci riportano al medioevo più buio, ma che anche i “laici” del PD hanno accettato di fronte al rischio che la mancata fiducia al governo accorci la legislatura, le due inutili camere fanno finta di credere alle evidenti bugie raccontate dal ministro della Difesa sul nostro coinvolgimento nei preparativi di guerra insensata in Libia e in Iraq.

In realtà, ricalcando vecchi copioni si minimizza il numero di militari necessari per la prima fase, che dovrà poi aumentare bruscamente alla prima verifica di una reazione della popolazione (come accadde dopo la batosta di Sciara Sciat durante la prima invasione del paese). Militari e ministri mentono, esattamente come in Francia, e fingono di indignarsi per la fuga di indiscrezioni su quotidiani come le Monde o il Messaggero, che invece non sono “sfuggite” ma lanciate proprio per testare le reazioni dell’opinione pubblica. Che non ci sono, purtroppo: si ingoia tutto, tanto a morire saranno i giovani costretti ad arruolarsi per mancanza di altri posti di lavoro, mentre saliranno i profitti dei fabbricanti di armi.

Attraverso le stesse “indiscrezioni” giornalistiche veniamo a sapere tra l’altro che i velleitari progetti neo coloniali prevedono la spartizione della Libia in tre parti (Tripolitania sotto tutela italiana, Cirenaica britannica, Fezzan francese), una volta fallita le riunificazione forzata, imposta con la stessa logica neocoloniale: chi ci ha dato il diritto di decidere chi deve governare la “quarta sponda”? E veniamo a sapere che senza informare questo ectoplasmatico parlamento è da più di un mese che dal territorio italiano partono droni armati, allo scopo “difensivo” di soccorrere le teste di cuoio statunitensi presenti senza nessuna autorizzazione in Libia… Poi si finge di indignarsi per le intercettazioni USA, come se tutti ignorassero che chiunque ne abbia i mezzi intercetta chi vuole…

Continua intanto (per trovare le nuove risorse per la guerra) la programmazione di un ulteriore saccheggio delle pensioni, grazie all’inconsistenza della risposta puramente propagandistica del pezzo più inutile e addomesticato del sindacalismo italiano, lo SPI CGIL.

Ma è a proposito del “caso Regeni”, di cui si riempiono la bocca Renzi e l’inconsistente Gentiloni, che è maggiore lo sdegno per la rassegnazione di gran parte dell’opinione pubblica di fronte alla loro ipocrisia.

Inutile discutere una per una la menzogne infamanti che gli sbirri di al Sissi sfornano, limitandoci a minacciare di ritirare ora i nostri 007 che stanno in Egitto in vacanza da un mese: dovevano essere ritirati dopo tre giorni, una volta verificato che non ricevevano neppure i filmati delle telecamere presenti in abbondanza al Cairo come nelle nostre città.

La chiave di questa debolezza rispetto a un regime criminale è non solo dovuta alla pratica omertosa che anche in Italia protegge da sempre (cioè prima, durante e dopo il fascismo), le “forze dell’ordine” che compiono gravi reati. Di questo parlai senza reticenze nel primo commento a caldo sull’assassinio di Giulio, Come Pinelli. Ma c’è di più: il nostro è un paese imperialista, un po’ scassato e velleitario, anche se costosissimo, sul piano militare, ma di primo piano nello sfruttamento delle risorse minerarie e nell’acquisto della benevolenza dei governanti dei paesi ex coloniali produttori di materie prime e acquirenti di armi da usare contro i loro popoli, dal Medio Oriente all’America Latina, passando per l’Africa. L’Egitto è per i capitalisti italiani una risorsa preziosa, ben più di quanto lo fosse per la Francia la Repubblica e poi autoproclamato “Impero” del Centro Africa del mostruoso Jean Bedel Bokassa, a cui comunque fu perdonato tutto, persino il cannibalismo, non solo per i diamanti che regalava periodicamente al presidente francese Giscard d’Estaing. Al Sissi è il nostro Bokassa, non il solo, ma non l’ultimo per importanza.

Per questo le dichiarazioni di “indignazione” fatte da Gentiloni senza aver mosso un dito, senza aver almeno ritirato i poliziotti che stanno lì a fornire credibilità a un’inchiesta inesistente, senza aver minacciato l’interruzione dei rapporti diplomatici (che sarebbe percepibile dagli egiziani, anche perché avrebbe inevitabili ripercussioni sullo stesso turismo, ridimensionato ma pur sempre consistente), sono solo un’ennesima manifestazione dell’infimo livello morale del nostro governo.

(a.m.25/2/16)

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