Movimento Operaio

La pagina di Antonio Moscato

  • Full Screen
  • Wide Screen
  • Narrow Screen
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size
Attualità e Polemiche --> All'ordine del giorno... i commenti a caldo --> No en nuestro nombre (Non a nome nostro)

No en nuestro nombre (Non a nome nostro)

E-mail Stampa PDF

 

 

[Riproduciamo il testo del manifesto divulgato il 24 novembre da una lunga serie di personalità e di collettivi spagnoli, che convoca per il 28 novembre, a Madrid, una manifestazione contro la guerra. Altre iniziative analoghe sono state prese a Barcellona e in altre località del Paese ]

 

I brutali attentati perpetrati a Parigi lo scorso 13 novembre miravano a creare un clima di terrore fra la popolazione, suscitando sospetto e odio fra i cittadini, sconvolgendo la vita delle comunità e instaurando la politica della paura nella nostra vita di tutti i giorni. Se la risposta alla barbarie passa attraverso la sospensione dei diritti, la limitazione della libertà e il rinchiudersi in casa, la vittoria del terrorismo sarà totale. Se al dolore per le vittime innocenti si risponde provocando più dolore ad altre vittime anch’esse innocenti, la spirale sarà inarrestabile. Se cerchiamo colpevoli fra i nostri vicini e le nostre vicine per il semplice fatto che si vestono e pensano in modo diverso dal nostro, se criminalizziamo proprio coloro che fuggono da questo orrore, contribuiremo ad erigere quelli stessi muri che il fanatismo vuole creare. Non possiamo permetterlo.

 

Il fanatismo terrorista del Daesh (ISIS) è funzionale al e retroalimenta il fanatismo razzista europeo, e nel frattempo i nostri governi praticano limitazioni ai diritti sociali e alle libertà fondamentali, xenofobia istituzionale e bombardamenti indiscriminati, che si sono rivelati inefficaci. Ci rifiutiamo di prendere parte al falso mercanteggiamento fra diritti e sicurezza. Qui, a Parigi, in Iraq o in Siria, sono i popoli a fornire i morti mentre gli uni e gli altri si scambiano interessi, armi e influenze geostrategiche. L’odio fanatico degli uni non può essere preso a giustificazione di nuovi odi. Ci rifiutiamo di essere ostaggi dell’odio, del terrore e dell’intolleranza: significherebbe cedere di fronte al terrorismo.

 

Noi che sottoscriviamo questo manifesto crediamo che la democrazia, i diritti umani e l’aspirazione a una pace fondata sulla giustizia non siano obiettivi da ottenere in cambio di qualcosa, ma che costituiscano in se stessi la via da intraprendere e la meta finale, oltre a rappresentare la migliore risposta da dare a coloro che vogliono sopprimerli. Per questi motivi ci opponiamo drasticamente a qualunque forma di risposta all’odio che comporti più odio, più intolleranza, più morti innocenti e meno diritti e libertà.

 

Convinti che in simili circostanze i cittadini non solo non debbano nascondersi, ma debbano essere protagonisti e prendere l’iniziativa della risposta al terrore, ci convochiamo sabato 28 noviembre, alle 12,00, nella piazza del Museo Reina Sofía [a Madrid], per dimostrare la nostra condanna degli attacchi terroristici a Parigi e in Libano, la nostra condanna dei bombardamenti contro i civili siriani, la nostra condanna alla restrizione della democrazia in quanto inefficace garanzia di sicurezza e la nostra condanna alla politica estera guerrafondaia iniziata dal trio Bush-Blair-Aznar. Invitiamo gli altri municipi [dello Stato spagnolo] a aderire a questa iniziativa organizzando concentrazioni di cittadini simili alla nostra.

 

[Fra i primi firmatari del manifesto figurano numerosi sindaci eletti quest’anno nelle liste unitarie di sinistra: fra questi Ada Colau (Barcellona), Manuela Carmena (Madrid), Xulio Ferreiro (La Coruña), Jose María Gonzalez “Kichi” (Cadice), Pedro Santisteve (Saragozza), Francisco Guarido (Zamora). Fra le altre firme, oltre 22.000 nel momento in cui scriviamo, hanno una qualche notorietà in Italia alcuni scrittori e scrittrici (Belen Gopegui, Marta Sanz e Isaac Rosa [1]) e attrici e attori (Pilar Bardem, Carlos Bardem, Aitana Sánchez Gijón e Emma Suárez). Vi figurano inoltre Teresa Rodríguez, Segretaria generale diPodemos Andalucía, Mohamed Said Alilech (presidente della Asociación Jóvenes Musulmanes de España), Pilar Manjón (presidente della Asociación 11-M Afectados del Terrorismo) e diversi attivisti saharui. Fra le prime organizzazioni che hanno aderito Anticapitalistas, Izquierda Unida, Partido Comunista de España, Partit Humanistadi Barcellona, la Asociación de Chicas[ragazze] Musulmanas de España(ACHIME)e il Fronte democratico per la liberazione della Palestina.]

 

 

[1] Non appaia incongruo ricordare i romanzi pubblicati in italiano da questi tre scrittori. Di Isaac Rosa sono apparsi Il vano ieri e Il paese della paura (da Gran via); di Marta Sanz Black, black, black e Un buon detective non si sposa mai (da Nutrimenti); di Belen Gopegui La conquista dell'aria (Giunti), Questione di scala (Le Lettere), Il lato freddo del cuscino (Neri Pozza) e Voglio essere punk (Atmosphere libri). Della Gopegui va raccomandato caldamente La conquista dell’aria: in poche e povere parole, come il denaro corroda i rapporti di amicizia e le convinzioni politiche di un gruppo di amici di sinistra nella Madrid “da bere”.

 

Testo originale in www.noasusguerras.es/

Traduzione dal castigliano e notarella di Cristiano Dan



Tags: Spagna  

You are here Attualità e Polemiche --> All'ordine del giorno... i commenti a caldo --> No en nuestro nombre (Non a nome nostro)