Movimento Operaio

La pagina di Antonio Moscato

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Newsletter Settembre 2012

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Newsletter settembre 2012

Le visite al sito in estate

La tendenza osservata da qualche mese a una diminuzione delle visite al sito, che in primavera si erano stabilizzate al di sopra delle 5.000 al mese, ha continuato logicamente in agosto: ne ho approfittato per rallentare momentaneamente l’inserimento di nuovi articoli.

Il motivo principale è comunque che ho cominciato a inseguire meno l’attualità (pur senza andar mai davvero “in vacanza”, dati i tempi che corrono), per lavorare a progetti più impegnativi che avevo trascurato.

In ogni caso c’è sempre l’utilissimo sito di Il megafonoquotidiano, da cui a volte prendo volentieri qualche articolo, e che consiglio di visitare sistematicamente perché ha sempre un’ampia scelta di articoli interessanti.

Articoli inseriti in agosto

  • Vendola, che sorpresa! Finalmente Vendola ha esplicitato quel che era chiarissimo a chi voleva decifrare il suo pensiero dietro il fumo delle immagini fantasiose e dei termini abilmente coniati per dire: qui lo dico e qui lo nego. È disposto ad andare al voto anche in una lista comune col PD, soprattutto se la legge elettorale contrattata nelle segrete stanze tra il vertice del PD e le destre porterà assurdamente al premio di maggioranza assegnato alla lista con più voti… Vedremo come reagirà la sua base, ma è difficile immaginarla indignata. Andare al governo sembra l’unico orizzonte di molti ex dirigenti del PRC.
  • Un'alternativa possibile Viceversa qualcosa si muove a sinistra. Il manifesto ha aperto un dibattito sulle possibili convergenze a sinistra in opposizione al governo e con l'occhio puntato anche alle prossime elezioni e soprattutto alle scadenze di movimento dell'autunno. Riporto gli articoli di Marco Revelli, che ha aperto il dibattito, di Piero Maestri e Paolo Ferrero.
  • Il manifesto e la rivoluzione Riprendendo un tema già affrontato varie volte, una critica alle ambiguità del Manifesto sulle rivoluzioni arabe, e in particolare su quella siriana.
  • Tragedia siriana, vergogna italiana Lo stesso tema, affrontato da Piero Maestri, e riferito all’intera sinistra italiana.
  • Verso una nuova Siria? Un articolo documentatissimo di Leyla Vignal sulla dinamica della rivoluzione siriana, in polemica con chi la riduce esclusivamente alla dimensione militare o a quella confessionale. E senza nascondere le contraddizioni del fronte che combatte il regime.
  • Achcar: rivoluzione e guerra civile in Siria Un’ampia intervista a Gilbert Achcar sulla dinamica della rivoluzione siriana: il dilemma strategico principale della rivoluzione siriana era inizialmente quello di riuscire a combinare il movimento pacifico di massa con la lotta armata. È il classico dilemma delle rivoluzioni popolari contro dei regimi tirannici che non esitano ad ammazzare. Si impone la creazione di un braccio armato della rivoluzione per proteggere il movimento pacifico e attuare una guerriglia contro le forze del potere e le sue milizie omicide (shabbiha). Lo scivolamento verso una guerra confessionale porterebbe, invece, al prolungamento del conflitto e all’allargamento della base del regime di Assad piuttosto che a un suo restringimento.
  • Mazzeo: Italia in Africa Intanto, con il plauso del PD e il silenzio di Vendola (che aveva già giustificato la presenza militare italiana nei Balcani), continuano le proiezioni internazionali dell’imperialismo italiano verso l’Africa. Un puntuale articolo di Antonio Mazzeo, pubblicato per il suo interesse, ma anche in segno di solidarietà con questo coraggioso giornalista militante, oggi sottoposto a un attacco mafioso.
  • Ancora da Taranto Il titolo ricorda i precedenti articoli sulla vicenda dell’ILVA-Italsider, e comprende una corrispondenza diretta e un volantino distribuito nelle manifestazioni. Ormai la vicenda di questo stabilimento è diventata nazionale, ed è una vera cartina di tornasole: tra l’altro la sinistra moderata di Bersani e Vendola è del tutto d’accordo col governo Monti anche su questo.
  • Il dibattito di Taranto Altra documentazione su Taranto, sul Comitato operai e cittadini, e sulle prime analisi di un gruppo di esperti indipendenti, che integra una corrispondenza di Francesco (Ciccio) Maresca.
  • Un nuovo dibattito cubano A giudicare dalla stampa italiana, a Cuba apparentemente non succede nulla, tranne quando sulla scena si muovono i piccoli gruppi dell’opposizione. Ma un gruppo di cittadini e di intellettuali ha tentato di nuovo la strada della raccolta di firme su un documento con proposte di riforme da presentare ai dirigenti del paese. Su questo, si sono aperte discussioni abbastanza vivaci sulle pagine Web dell’Observatorio Crítico desde Cuba: alcuni intellettuali- pur interessati alla proposta - non l’hanno firmata, temendo che si riduca alla costruzione di un altro partitino. Ma hanno sostenuto che Cuba non ha bisogno di altri partiti con argomenti diversi da quelli rituali, anche se ugualmente abbastanza discutibili, presi in prestito da Indignados, Occupy, e altri gruppi che respingono la “partitocrazia” in occidente.
  • Almeyra: la lógica del capital  Guillermo Almeyra sottolinea le contraddizioni degli Stati capitalistici dipendenti che in America Latina hanno da qualche anno governi considerati “progressisti” che rifiutano le imposizioni di Washington, ma rimangono presi in un ingranaggio che riproduce e aggrava il passato. Al sostanziale fallimento del Mercosur si unisce la scelta di privilegiare il settore estrattivo, a danno dell’ambiente e contro il parere delle popolazioni coinvolte.
  • Successi e contraddizioni della rivoluzione bolivariana Il grave incidente - ancora non spiegato del tutto – avvenuto nella raffineria di Amuay in Venezuela, e la mia costante polemica nei confronti della grande stampa italiana che demonizza abitualmente la “rivoluzione bolivariana” come “estremista”, sorvolando sui dati che confermano la grande moderazione di Hugo Chávez, mi hanno spinto a riproporre un mio articolo del maggio scorso (non inserito allora sul sito perché destinato a una rivista informatica) che fornisce non pochi esempi delle contraddizioni di questa esperienza.
  • Colombia: Verso la fine della guerra? Un breve commento alla notizia dell’apertura di trattative per un “accordo di Oslo” tra il governo Santos e le FARC. Con il punto di vista anche di chi non sta con uno dei due contendenti.
  • Almeyra: il Venezuela di fronte alle elezioni Guillermo Almeyra traccia una panoramica delle imminenti elezioni in Venezuela, con una critica anche alla sinistra che ha rinunciato ad agire sul processo bolivariano.

 

 

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