Finalmente Chiamparino...

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Finalmente!

“Chi attacca gli operai fa atti fascisti”

Che sorpresa, a parlare così è il sindaco di Torino Sergio Chiamparino, del PD, su La Stampa di sabato 20 febbraio. Finalmente un dirigente del PD si preoccupa degli operai, ho pensato… E che sorpresa, anche la Stampa dalla parte degli operai!

 

Ma la delusione è immediata: Chiamparino non si è accorto delle cariche di polizia ai No Tav (tra cui molti erano operai), o agli operai minacciati di licenziamento che occupano un’autostrada o i binari per essere visibili.

Chiamparino non ha visto niente di tutto questo, ma alza solennemente la sua voce in difesa di sta facendo i sondaggi in Val di Susa: “Non è accettabile che chi fa un lavoro onesto per un opera utile, sia sottoposto a delle accuse e degli attacchi violenti, come se fosse un delinquente”.

La Stampa è stata più moderata: molto più sobrio il comunicato del CdR che denuncia una manifestazione di No Tav davanti allo stabilimento in cui il giornale torinese viene stampato. E a quanto pare , preoccupata delle vendite, ha imparato la lezione: una volta tanto dice la verità sulla fiaccolata di venerdì in Val di Susa, ammettendo che erano 3.500 (non pochi sotto la pioggia e dopo le intimidazioni e le violenze poliziesche), mentre la polizia e tutti i politici, in modo bipartisan, hanno parlato di “alcune centinaia”.

Ma che ti importa di polemizzare con Chiamparino e col PD? mi chiederà qualcuno. Mi importa perché lo stesso PRC che nelle Marche ha chiesto formalmente a Sinistra Critica di entrare nelle sue liste, sta col PD in tutte le regioni in cui lo hanno accettato, compreso il Piemonte della Bresso e di Chiamparino. In Piemonte per giunta nella coalizione c’è anche l’UDC… anche se, visto dove è arrivato il PD, a volte ci si domanda se l’alleanza con l’UDC sia davvero un aggravante… Va detto che per una volta si può essere d’accordo con Gianni Vattimo, approdato dopo tante delusioni e passaggi da un partito sbagliato a un altro all’IDV, che l’ha eletto nel parlamento europeo: ha detto di non essere sicuro di avere il coraggio di votare alle regionali l’IDV, alleata dell’attuale governatrice, fervente Sì Tav…

 

Della presentazione autonoma del PRC in Campania con Ferrero capolista, si è parlato molto, di quella nelle Marche (sempre presentata come una scelta autonoma, ma in realtà provocata dal veto dell’UDC) si è parlato pochissimo, per cui penso utile segnalare la risposta scritta di SC alla proposta di entrata nelle liste.

 

 

COMUNICATO STAMPA

 

Il Coord. Reg. di Sinistra Critica prende atto del mutamento della situazione politica all’interno della sinistra marchigiana e si rammarica del tempo perso da P.R.C. e P.D.C.I nel correre dietro alla politica fallimentare del PD.

Invece di costruire una lista della sinistra di alternativa con candidature e simbologie nuove e con un programma sinceramente antiliberista ed ecologista come da noi auspicato tempo fa, si è preferita la possibilità di conservare alcuni privilegi all’interno del centro sinistra accettando anche l’entrata dell’UDC per poi farsi estromettere da quest’ultimo!

Per questo pensiamo che nonostante i contatti avuti con alcuni rappresentanti della Federazione della sinistra non ci siano le condizioni per un appoggio di Sinistra Critica alla candidatura di Massimo Rossi a Governatore delle Marche e ci auguriamo che all’interno delle forze della sinistra ci sia un serio ripensamento sulle politiche adottate in questi ultimi anni.

Macerata, 11 febbraio 2010.

 

 

A questo comunicato, che condivido pienamente, avevo aggiunto una riflessione:

 

Siamo pronti a tutte le iniziative unitarie possibili sul terreno della difesa dei lavoratori minacciati dai licenziamenti, dei salari, degli immigrati, dell'ambiente ma anche contro la politica bellicista (spacciata per umanitaria) portata avanti da tutti i governi che si sono susseguiti negli ultimi venti anni, e non escludiamo che da queste azioni comuni possano nascere anche convergenze politiche e partecipazioni a liste elettorali, ma a due condizioni:

 

1) che non si tratti solo di un ripiego tattico nelle regioni o città in cui il PRC ha tentato invano di fare accordi con il PD o altre forze filocapitalistiche, col risultato demoralizzante (e respingente) che gli elettori vedrebbero alleanze diverse da un posto all’altro a secondo delle convenienze immediate;

 

2) che gli eventuali accordi siano il frutto di una discussione pubblica e trasparente tra tutti i militanti, e non di una trattativa privata tra un ceto politico che cerca di perpetuare la propria esistenza ed eventuali portatori di voti, ricercati per dare una patina di sinistra a un'operazione burocratica.

 

Non ci interessa invece tutelare una sigla o un simbolo, ma crediamo che questo atteggiamento debba essere condiviso da tutte le organizzazioni partecipanti.

 



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